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Come fare lo svezzamento del neonato e quando iniziare.

Come fare lo svezzamento del neonato e quando iniziare.

Come fare lo svezzamento del neonato e quando iniziare.

Lo svezzamento del neonato è un momento di grande cambiamento per la mamma e il bambino: coniugare le esigenze della nutrizione con i gusti del neonato può essere un percorso tutt’altro che semplice. Tra preparazioni di menu ed espressioni di disgusto noi genitori dobbiamo portare sempre pazienza per trovare la strada migliore, compatibilmente con il piano suggerito dal pediatra e le richieste dei bambini.

Abbiamo Chiesto alla dottoressa Alessandra Albisetti, Specialista in Pediatria ed Esperta in Omeopatia e Fitogemmoterapia, di darci qualche consiglio e suggerimento pratico per affrontare lo svezzamento del neonato in modo corretto senza farci prendere dal panico.

Cosa si intende per svezzamento?

Per svezzamento si intende il passaggio dalla dieta esclusivamente lattea a quella mista, ovvero all’introduzione di cibi più solidi a base di cereali verdure proteine e grassi.

Quando si inizia normalmente lo svezzamento del neonato?

Tutti i pediatri ormai concordano che, tranne in casi eccezionali, questo processo debba iniziare tra il 6° e l’8° mese, finestra ottimale per iniziare progressivamente a inserire alimenti solidi, come da linee guida dell’OMS, che consiglia di allattare al seno in modo esclusivo fino al 6 mese.

In che modo si consiglia di iniziare il percorso di svezzamento?

Spesso si anticipa incominciando a somministrare della frutta fresca biologica, oppure omogeneizzata, iniziando ad inserire la mela e la pera, e partendo dalla somministrazione di qualche cucchiaino di frutta grattugiata fino ad arrivare a mezzo frutto una o due volte al giorno. La frutta non sostituisce totalmente un pasto di latte ma potrà essere inserita tra una poppata e l’altra nell’arco della settimana e/o del pomeriggio.

Come si procede dopo l’inserimento della frutta?

Quando si è capito che la frutta è gradita e il cucchiaino accettato bene si programma l’inserimento della prima pappa, che a tutti gli effetti sostituirà una poppata.

Solitamente la prima pappa viene proposta tra le ore 12 e le 14, al posto del latte.

E’ normale che il neonato inizialmente rifiuti la pappa?

Non è detto che il piccolo si adegui subito e volentieri alla pappa e che la assuma tutta! Molto spesso, infatti, dopo qualche cucchiaino il neonato si irrita: in questo caso è consigliabile sospendere ed eventualmente integrare il pasto con il latte.

Come preparare la prima pappa per il neonato?

La prima pappa sarà fatta con un brodo di verdura a base di zucchine, carote e erbette biologiche, personalmente preferisco non aggiungere la patata.

Dopo aver fatto cuocere le verdure in un litro d’acqua per un’oretta, si prenderanno 150 grammi del brodo vegetale ottenuto e in esso si stempereranno tre o quattro cucchiai di crema di riso o crema di mais e tapioca fino a creare un purè non troppo denso.

Aggiungeremo due cucchiai di passato di verdura, un cucchiaino di olio evo ( extra vergine d’oliva)e dopo qualche giorno anche le proteine della carne ( omogeneizzata o liofilizzata o fresca biologica, per una quantità di circa 30 grammi)

Le carni che consiglio di utilizzare in partenza sono le carni bianche quindi si potranno alternare vitello, tacchino, pollo, coniglio e a seguire anche agnello e manzo

Come si consiglia di comportarsi con i latticini?

Non è necessario aggiungere anche il parmigiano nella pappa così composta, in quanto il fabbisogno proteico viene garantito dalla carne, mentre potenziare la quantità di proteine potrebbe essere un errore nutrizionale che potrebbe predisporre il piccolo all’obesità.

Per lo stesso motivo non si consiglia l’uso di latte di centrale ma solo materno o latte adattato che hanno un carico proteico molto inferiore al latte vaccino.

Quando si introduce il pasto serale?

Dopo un paio di settimane dall’inserimento della pappa a pranzo, sarà possibile preparare la pappa serale nello stesso modo, sostituendo alla carne del formaggio (20/30grammi). I tipi di formaggio consigliati sono parmigiano, ricotta e crescenza.

Per la mia esperienza sarà opportuno alternare i formaggi di latte vaccino con quello di capra e pecora meno allergizzanti ma ottimi dal punto di vista nutrizionale.

Al 7 mese avremo raggiunto uno svezzamento completo con l’inserimento di entrambe le pappe, mentre l’allattamento materno procederà a richiesta.

Dal 7 mese in poi come si può variare l’alimentazione del neonato?

A partire dal 7 mese potremo inserire anche altri cereali: pastina, farro, grano saraceno, semolino multicereali che potranno essere alternati nella pappa a piacimento a seconda dei gusti del bimbo e della famiglia.

Quando si può iniziare a dare il pesce ai bambini?

All’8 mese potremo utilizzare il pesce al posto della carne (platessa, merluzzo, branzino o orata cucinati al vapore) oppure 20 grammi di legumi con predilezione per le lenticchie decorticate a rapida cottura e ricche di ferro.

Infine, sempre all’8 mese, per la preparazione della pappa serale potremo alternare tra formaggi prosciutto cotto (sgrassato e finemente triturato) e l’uovo.

L’uovo sarà preferibile cuocerlo alla coque e si utilizzerà solo il rosso, mentre dopo i 10/12 mesi si potrà utilizzare anche il bianco.

Quali alimenti scegliere per la merenda del neonato durante lo svezzamento del bambino?

Yogurt bianco parzialmente scremato o di soia oppure frullato di frutta potranno essere delle ottime merende in sostituzione di un latte pomeridiano .

Cosa fare se il neonato rifiuta la pappa?

Se il piccolo non gradisce la pappa sospendete la preparazione per qualche giorno e poi si riprova , così come se il bimbo non finisce tutto ma ne mangia una buona parte, non ci si deve preoccupare ne’ si deve insistere perché il rifiuto di un alimento potrebbe essere dovuto a disgusto oppure a scarsa tolleranza per l’alimento stesso.

Si sente molto parlare di autosvezzamento del neonato. Di cosa si tratta?

Accenniamo infine al concetto di autosvezzamento cioè somministrare alimenti che vengono preparati per la famiglia e proposti al lattante.

Due argomenti a sfavore dell’auto svezzamento precoce sono da prendere in considerazione

  • In primo luogo, spesso il cibo utilizzato non è cibo dedicato all’infanzia quindi non biologico, di conseguenza è sottoposto a controlli meno rigorosi
  • In secondo luogo spesso vengono somministrati alimenti che, se non sono finemente sminuzzati, possono essere di difficile deglutizione per il bimbo.

A mio giudizio è una metodologia che può essere introdotta dopo almeno un paio di mesi dall’inizio dello svezzamento tradizionale, avendo cura di selezionare bene i cibi badando alla loro alta qualità.

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Dott.ssa Alessandra Albisetti, specialista in pediatria ed esperta in omeopatia e fitogemmoterapia

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