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Svezzamento: 5 comportamenti da evitare

Svezzamento: 5 comportamenti da evitare

Svezzamento: 5 comportamenti da evitare

Come dare a tuo figlio le prime decisive impronte verso un futuro sano.

Svezzare significa togliere il vezzo della suzione. E’ il momento in assoluto più importante per gettare le fondamenta per un’educazione alimentare sana e corretta del tuo bambino. E’ il momento in cui il neonato affina i 5 tipi di gusto e consolida le abitudini alimentari, siano esse sane oppure no.

Il gusto del dolce è il primo a svilupparsi, così come la sua valenza positiva, è presente da subito, già nella fase fetale, mentre l’attenzione per il gusto salato si sviluppa in tempi successivi insieme all’umami (da umi = delizioso, individuato di recente e legato al glutammato). I gusti amaro e acido vengono accettati molto più tardi, sono legati ad un’evoluzione ulteriore, più elaborata e non obbligatoria, come ad esempio il piacere per l’agrodolce e l’amaro.

Ecco perchè poi alcuni individui non tollerano il gusto amaro oppure agrodolce. Ci si può lavorare, perchè si tratta di educare il palato, ma probabilmente resteranno sempre un po’ restii a preferirli.

Dai sei mesi di vita del neonato mamma e papà devono cominciare ad avviare il loro futuro uomo verso la scoperta delle varie consistenze del cibo, la conoscenza delle innumerevoli sfumature dei sapori grazie allo sviluppo graduale del gusto e dell’olfatto. Da questo momento, a seconda anche dei casi, occorre armarsi di tanta pazienza, perchè sarà la perseveranza, la ripetizione e la dedizione che porteranno a maggiori risultati. Non mollare mai è il motto. Essere più resistenti e resilienti di vostro figlio.

In questo particolare momento di crescita si forma il delicato equilibrio del rapporto del bambino con il cibo. Come vive e vivrà tutto l’approccio all’alimentazione.

La finalità pratica e fisiologica dello svezzamento è quella di integrare l’alimentazione lattea di micronutrienti ormai carenti. A partire dai 6 mesi il bambino ha bisogno di quantità diverse di sali minerali, quali ferro e zinco, di assumere proteine con un elevato valore biologico (ricche di aminoacidi essenziali). Per andare a costruire in modo efficace tutto occorre anche incrementare l’apporto di calorie, non più sufficiente dal solo latte materno.

Cosa NON fare durante lo svezzamento:

1. Non anticipare prima dei 6 mesi compiuti.

A volte le mamme hanno la percezione che il bambino mangi meno e cresca di meno. Si dimenticano però che il loro bambino sta crescendo e con lui anche le sue capacità. Infatti la mamma avverte una suzione più breve rispetto a qualche mese prima e la scambia come minore assunzione di cibo. In realtà il bambino ha imparato a succhiare più rapidamente e si nutre più velocemente
A ciò si aggiunge che sempre in questi mesi diminuisce l’incremento di peso settimanale rispetto ai mesi precedenti. E’ utile in questo caso fare sempre riferimento alla curva di crescita e al parere esperto del pediatra.

Attendere i 6 mesi minimi per lo svezzamento equivale a rispettare i tempi fisiologici del tuo bambino.

2. Fare un cambio radicale e improvviso dei sapori.

Per quindici mesi tuo figlio ha assaggiato i sapori a cui tu mamma sei abituata. Ha subito in qualche modo i tuoi gusti e le tue preferenze.

Se sei una mamma a cui non piacciono i cavolfiori e non li hai mai mangiati, nè prima della gravidanza, nè durante e nemmeno mentre allattavi tuo figlio, come puoi pensare che lui possa accettare di buon grado un sapore che non ha mai sentito, peraltro molto particolare e che magari la sua mamma sa anche cucinare poco bene perchè non abituata a mangiarlo?
Questo è un fenomeno che si presenta molto frequentemente. Da bravi genitori si vogliono seguire le linee guida salutari del pediatra, che giustamente consiglia la grande varietà di alimenti e soprattutto di introdurre ogni tipo di verdura.

Ma è anche vero che spesso non è informato sui gusti e sulle abitudini alimentari della famiglia del piccolo paziente. A questo proposito il mio consiglio è quello di cominciare ad educare se stessi (mamma e papà compreso) ad una alimentazione equilibrata fin dai mesi di gestazione. E sulla base di ciò che si è riusciti a fare costruire poi le abitudini alimentari del piccolo.

3. Non proporre aggiunte di zucchero e di sale fin da subito.

E’ un errore facile da commettere. Infatti capita di assaggiare la temperatura del cibo e in modo automatico si ricorre alla correzione del sale o dello zucchero. A volte si ricorre all’aggiunta dei due demoni bianchi per rendere più appetibile e gradito un determinato cibo. Succede spesso con il latte. Tanti bambini non riescono a bere il latte se non viene adeguatamente zuccherato. E pensare che il latte è già ricco di suo di zucchero, il lattosio. Ma se un bambino assaggia il latte addizionato di zucchero difficilmente tornerà al sapore naturalmente dolce del latte.
Stesso comportamento si ha con l’aggiunta di sale. Noi adulti non siamo più abituati al sapore neutro dell’alimento. Abbiamo un livello di sapidità molto elevato. Avete mai provato ad eliminare totalmente il sale dalla vostra cucina? E’ praticamente impossibile. Ma ciò accade perchè ci siamo abituati a quel livello. Sapendo questo, cerchiamo di tenere il più basso possibile questo livello nel piccolo, abituandolo a distinguere meglio tutti i gusti e i sapori.

4. I bambini in età da svezzamento cominciano a scoprire il mondo con tutti e cinque i sensi.

Nutrirsi è un atto in cui i 5 sensi la fanno da padroni: Olfatto, vista e tatto, insieme al gusto e all’udito condizionano molto la voglia o meno di scoperta di un nuovo cibo. Come si dice spesso: “l’occhio vuole la sua parte”. Anche l’udito, l’olfatto, il tatto e il gusto vogliono la loro.

Un piatto mal presentato, con un profumo non proprio stuzzicante, che scotta oppure che è troppo freddo, dalla consistenza incerta e magari accompagnato da urla o toni non adeguati, può diventare per tuo figlio un tasto dolente che difficilmente vorrà rischiacciare.

5. Decidere a priori quanta fame deve avere tuo figlio.

E’ uno dei problemi che tanti genitori mi pongono spesso. Quanto deve mangiare mio figlio? Quali sono le porzioni ideali? Ebbene, mi sento di dire che, al di là di alcuni regimi alimentari consigliati da uno specialista per far fronte a disturbi specifici, in un bambino sano con una curva di crescita dai valori normali, le dosi del cibo vengono decise dal bambino stesso.

Contrariamente a quanto si possa pensare, un bambino è in grado di capire molto bene quanta fame ha e si regola di conseguenza. Inoltre il suo stomaco deve abituarsi a diverse consistenze e nei primi tempi si sazierà molto più rapidamente, proprio perchè manca lo spazio e il tempo adeguati di digestione.

Se tuo figlio dopo avere mangiato con gusto, dice basta, per il 90% dei casi è vero. Non costringerlo a finire tutto ciò che ha nel piatto. Anzi, il mio consiglio, fin dalle prime pappe è quello di riempire pochissimo il piatto e piuttosto aggiungere cibo a richiesta.

Questi sono gli errori da evitare durante la fase dello svezzamento. Ed è uno dei primi periodi importanti dell’educazione alimentare di tuo figlio.
Per approfondire meglio altri aspetti e per conoscere come crescere figli forti, sani e felici esiste anche un video corso gratuito, creato dalla D.ssa Maria Paola Dall’Erta per aiutare tutti i genitori e rispondere alle domande a ai dubbi che preoccupano il 97% dei genitori.

D.ssa Maria Paola Dall’Erta

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