Sesso in gravidanza: rischi, benefici e quando è sicuro

Sesso in gravidanza: rischi, benefici e quando è sicuro

Sesso in gravidanza: rischi, benefici e quando è sicuro

In questo articolo l’ostetrica, dottoressa Giulia Protti, parla di sesso in gravidanza: tra miti, sensi di colpa e disinformazione.

“Possiamo ancora avere rapporti o rischiamo di fare male al bambino?”
È una delle domande che, come ostetrica, sento più spesso, a volte detta piano piano, come fosse un argomento proibito. Intorno al sesso in gravidanza, infatti, circolano ancora molti miti e mezze verità che spesso generano paure inutili.

La scienza, però, è molto meno drammatica di quanto si pensi.
In gravidanza la parola chiave è: CAMBIAMENTO. È un periodo di grandi cambiamenti fisici ed emotivi. Il corpo cambia, l’identità cambia, la coppia cambia. Ed è proprio in questa fase che la sessualità diventa spesso un territorio pieno di domande a cui spesso manca una risposta.

È sicuro fare sesso in gravidanza?

Partiamo dalla domanda più importante: SI, nella maggior parte dei casi è sicuro.
Nelle gravidanze fisiologiche, cioè senza complicazioni, i rapporti sessuali non aumentano il rischio di aborto spontaneo né di parto pretermine. Questo non è un parere personale, ma quanto emerge da numerosi studi scientifici e dalle linee guida internazionali.
Il sesso, in una gravidanza che procede normalmente, non è pericoloso. Non “provoca” contrazioni dannose, non fa “staccare” la placenta e non mette a rischio il benessere del bambino.

Spesso la paura nasce dal fatto che la gravidanza venga percepita come uno stato fragile, da proteggere da qualsiasi stimolo. In realtà, il corpo della donna è progettato per sostenere sia la gravidanza sia la sessualità, quando tutto procede in modo fisiologico.

Cosa succede al corpo durante la gravidanza?

Durante la gravidanza il corpo subisce una rivoluzione. Cambiano gli ormoni, il flusso sanguigno aumenta, i tessuti diventano più elastici, la sensibilità può modificarsi. Tutti questi cambiamenti influenzano anche la sessualità.
Gli estrogeni e il progesterone aumentano, così come l’irrorazione sanguigna dei genitali.
Questo può rendere alcune donne più sensibili agli stimoli, altre invece più infastidite. Non esiste una risposta “giusta”: ogni gravidanza è diversa, ogni donna è diversa.
È importante sapere che non c’è un modo corretto di vivere la sessualità in gravidanza. C’è solo ciò che fa sentire bene, rispettando il proprio corpo e le eventuali indicazioni mediche.

I rapporti sessuali in gravidanza fanno male al bambino?

Questa è probabilmente la paura più diffusa. Ed è anche quella che possiamo scardinare con più facilità grazie all’anatomia.
Il bambino è protetto in modo estremamente efficace. L’utero è un muscolo spesso e resistente, progettato per accogliere e proteggere. All’interno dell’utero, il bambino è immerso nel sacco amniotico, pieno di liquido che agisce come un cuscino protettivo. La cervice
uterina, inoltre, è chiusa dal tappo mucoso, una barriera naturale che impedisce il passaggio di batteri e agenti esterni.
Dal punto di vista anatomico, la penetrazione non può raggiungere il bambino. Non lo tocca, non lo “disturba” e non lo mette in pericolo. I movimenti del rapporto non arrivano all’ambiente uterino in modo traumatico.

La scienza è chiara: in una gravidanza fisiologica, i rapporti non causano danni al feto.

rapporti sessuali in gravidanza cosa dice la scienza

Rapporti in gravidanza e rischi per il feto: cosa dice la scienza

Gli studi mostrano che non esiste un aumento di rischio per il bambino associato ai rapporti sessuali nelle gravidanze a basso rischio. Né in termini di crescita fetale, né di sviluppo, né di benessere generale.
Le contrazioni uterine che possono comparire dopo l’orgasmo sono contrazioni fisiologiche, brevi e innocue, diverse da quelle del travaglio. Non causano modifiche della cervice e non anticipano il parto in una gravidanza normale.
Questo non significa che il sesso sia sempre e comunque consigliato, ma non è di per sé pericoloso.

Rapporti sessuali in gravidanza: differenze nei tre trimestri

Anche se dal punto di vista medico non esiste un trimestre “vietato”, l’esperienza del corpo cambia molto durante la gravidanza.

Primo trimestre

Nel primo trimestre molte donne sperimentano la classica nausea, talvolta vomito, stanchezza intensa e sonnolenza. A questo si aggiunge spesso la paura dell’aborto, soprattutto nelle prime settimane.
È del tutto normale che il desiderio sessuale diminuisca o che la donna non abbia alcuna voglia di intimità. Non è un problema di coppia, non è un rifiuto del partner, ma una risposta fisiologica del proprio corpo.

Secondo trimestre

Il secondo trimestre è spesso descritto come il periodo “dell’armonia”. I disturbi iniziali tendono a diminuire, l’energia aumenta e molte donne si sentono più stabili emotivamente.
Per alcune, aumenta anche il desiderio sessuale, grazie alla maggiore vascolarizzazione e a una maggiore consapevolezza del proprio corpo che sta cambiando.
Non succede a tutte, e va bene anche così. Ma è frequente che la coppia ritrovi una maggiore serenità nell’intimità.

Terzo trimestre

Nel terzo trimestre, con la pancia che cresce, possono comparire fastidi, pressione pelvica o difficoltà a trovare posizioni comode — qui entrano in gioco cuscini, lentezza e un po’ di spirito pratico, con un pizzico di ironia che non fa mai male.
Il desiderio può diminuire, ma non è raro che la coppia riesca a mantenere ugualmente una forma di intimità, anche se diversa, forse più lenta e più tenera.

In quale trimestre è meglio evitare i rapporti?

Più che il trimestre, contano le condizioni cliniche. Ci sono situazioni in cui è indicato evitare o sospendere i rapporti sessuali in gravidanza:

• placenta previa
• perdite di sangue
• minaccia di parto pretermine
• accorciamento o modifiche della cervice
• rottura delle membrane
• infezioni vaginali
• indicazioni specifiche del ginecologo o dell’ostetrica

In questi casi l’astensione non è una punizione, ma una misura di sicurezza per proteggere mamma e bambino. Qualora dovesse esserci un dubbio, la regola è semplice: chiedere, senza imbarazzo.

sesso in gravidanza nei trimestri

I principali tabù e blocchi sul sesso in gravidanza

Oltre agli aspetti fisici, spesso esistono forti blocchi emotivi e culturali:
• La paura di fare male al bambino. Come già anticipato è una paura profondamente radicata, spesso alimentata da racconti poco scientifici
• I cambiamenti del corpo, spesso possono influire sull’immagine di sé. Alcune donne si sentono meno attraenti, altre fanno fatica a riconoscersi in un corpo che cambia rapidamente
• Il calo del desiderio nella coppia, tema che può riguardare uno o entrambi i partner. A volte è la donna a sentirsi meno desiderosa, altre volte è il partner ad avere paura di “fare qualcosa di sbagliato”.

Il ruolo dell’ostetrica nel supporto emotivo e pratico

L’ostetrica ha il privilegio di accompagnare le coppie durante tutto, o quasi, il loro percorso e questo permette di entrare nel profondo di numerose questioni. Anche in questo caso il ruolo dell’ostetrica è centrale e diviene un punto di riferimento emotivo. La coppia si sente a proprio agio nel parlare apertamente di sessualità ed il dialogo li aiuta a normalizzare dubbi e paure.
La sessualità in gravidanza non è un argomento secondario: è parte del benessere della donna e della coppia.

Sesso in gravidanza: benefici per la mamma e la coppia

Quando non ci sono controindicazioni, la sessualità può avere benefici importanti. Il sesso in gravidanza favorisce infatti la connessione emotiva, aiuta il rilassamento, migliora il benessere psicofisico grazie al rilascio di endorfine e ossitocina. Può migliorare il sonno, ridurre lo stress e rafforzare la comunicazione di coppia.
Molte coppie riferiscono di sentirsi più unite, di comunicare meglio e di mantenere un contatto affettivo prezioso in un periodo di grandi cambiamenti.

Non si parla solo di sesso in senso stretto, ma di vicinanza, tenerezza, contatto fisico.

Quindi, per concludere, parlare di sesso in gravidanza significa uscire dal silenzio, dalla disinformazione e dai sensi di colpa.

Con le informazioni corrette, l’ascolto del proprio corpo ed il dialogo con i professionisti, è possibile vivere anche questo aspetto della gravidanza con serenità, consapevolezza e un pizzico di leggerezza.

Perché diventare genitori è una trasformazione profonda, ma non significa smettere di essere una coppia. 

Dottoressa Giulia Protti, Ostetrica

Questo articolo ha finalità puramente informative e di divulgazione. Se hai dubbi o se il tuo bambino non sta bene rivolgiti sempre ad un pediatra. Con SOSPEDIATRA puoi richiedere un video consulto immediato e parlare con un pediatra online in pochissimo tempo, o richiedere una visita a domicilio scaricando l’app. Se sei in gravidanza consultati sempre con un’ostetrica o con un ginecologo.

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