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L’acetone nei bambini: come si riconosce e come si cura? In questo articolo la Pediatra, Dottoressa Chiara Tommesani, spiega tutto quello che devi sapere sull’acetone: cause, sintomi, rimedi.
Acetone nei bambini: che cos’è l’acetone?
L’acetone è un composto chimico organico appartenente alla classe dei chetoni, presente anche nel nostro corpo come sottoprodotto del metabolismo dei grassi. Il nostro organismo consuma principalmente i carboidrati per produrre l’energia necessaria alle normali funzioni vitali. In alcune condizioni, in cui i carboidrati non sono prontamente disponibili come fonte di energia, vengono utilizzati i grassi, ed uno dei sottoprodotti del loro metabolismo sono i chetoni, tra cui l’acetone.
In condizioni normali, la concentrazione di acetone nel corpo è molto bassa, ma in alcuni casi può aumentare (es chetoacidosi diabetica).
L’acetone nei bambini si riferisce alla presenza di chetoni, inclusi l’acetone, nel sangue, nell’urina o nell’alito, come sottoprodotto finale del metabolismo dei grassi. Questo avviene in particolari situazioni in cui l’organismo, per far fronte ad un maggior dispendio energetico, esaurisce i carboidrati per produrre energia, attingendo quindi ai grassi come fonte alternativa di energia.
Sebbene l’acetone in sé non sia una sostanza pericolosa, un aumento dei suoi livelli può essere indicativo di una condizione chiamata acetonemia o acetone nel sangue, che può accadere nei bambini per diversi motivi.
Quali sono le cause dell’acetone nei bambini?
Le cause comuni di acetone nei bambini, che possono essere presenti sia isolatamente sia associate tra di loro, sono:
- Fame o digiuno prolungato;
- Stress fisico indotto da infezioni e/o febbre: le infezioni, anche di lieve entità, con o senza febbre, possono determinare malessere generale e ridurre l’appetito. Gli stati infiammatori febbrili, inoltre, causano un maggior dispendio energetico, portando a un aumento della produzione di chetoni;
- Dieta povera di carboidrati: se i carboidrati a disposizione dell’organismo sono pochi, il metabolismo utilizza i grassi per ottenere energia, producendo chetoni come sottoprodotto;
- Attività fisica intensa: può esaurire le riserve di glicogeno nel corpo, che sono le scorte di carboidrati dell’organismo.
Quali sono i sintomi dell’acetone nei bambini?
L’acetone nei bambini si manifesta tipicamente con questi segni e sintomi:
- Alito acetonemico: odore caratteristico fruttato, di frutta marcescente;
- Nausea, vomito, addominalgia;
- Malessere generalizzato;
- Chetonuria: riscontro di chetoni nelle urine, che può essere rapidamente rilevato con un esame delle urine parziale (stick urine).
Cosa fare in caso di acetone nei bambini?
L’acetonemia nei bambini in genere non è grave e si risolve semplicemente reintegrando i carboidrati, di cui l’organismo ha bisogno come fonte di energia per il metabolismo cellulare.
Come si cura l’acetone nei bambini? Cosa mangiare?
L’acetone nei bambini si cura quindi con l’assunzione di carboidrati, possibilmente semplici, rapidi da assimilare (es zucchero), associati all’assunzione di carboidrati più complessi ma facilmente assimilabili (es pane, biscotti secchi, patate lesse) per assicurare all’organismo una fonte di questi macronutrienti che si disponibile sia immediatamente sia per un periodo di tempo prolungato.
Insieme alla reintegrazione dei carboidrati, è consigliabile anche l’assunzione di un’adeguata quantità di liquidi. Può essere utile in alcuni casi anche ricorrere all’utilizzo delle soluzioni reidratanti orali, che contengono sia i carboidrati sia i liquidi che devono essere reintegrati dall’organismo, formulati con altri nutrienti in concentrazioni equilibrate per i bambini.
Queste soluzioni si trovano in farmacia e sono disponibili in diversi gusti, in modo tale che siano gradite ai bambini nell’assunzione.

Esiste una predisposizione? È possibile che l’acetone si ripresenti spesso?
È stato osservato che in alcuni bambini esiste una certa predisposizione a sviluppare acetonemia, in quanto, sebbene possa svilupparsi in qualsiasi bambino in determinate circostanze, esistono alcune condizioni che ne favoriscono lo sviluppo. Ad esempio, bambini che non introducono sufficienti carboidrati nella dieta per far fronte alle esigenze metaboliche dell’organismo, bambini che si ammalano spesso, ecc.
Inoltre, esistono anche alcune condizioni, note come disturbi gastrointestinali funzionali, definite dai criteri di Roma III, tra cui l’emicrania addominale, la sindrome del vomito ciclico e la cefalea emicranica, in cui possono esserci stati di chetonemia.
Infine, esistono anche delle vere e proprie malattie del metabolismo, in particolare quelle in cui si verificano alterazioni del metabolismo dei carboidrati e dei lipidi, in cui può verificarsi una maggior produzione di chetoni. Tra queste la più comune nei bambini è il diabete mellito di tipo 1, che può esordire con chetoacidosi diabetica (vedi sotto).
Esistono altre malattie metaboliche, determinate da difetti di molecole (es enzimi) che partecipano al metabolismo dei grassi e/o dei carboidrati, che possono determinare acetonemia. Tuttavia, queste patologie sono molto più rare ed associate a quadri clinici più complessi. Per questo, il sospetto clinico deve essere avanzato dal medico e le eventuali indagini diagnostiche devono essere condotte da professionisti esperti nelle malattie metaboliche e gestite in centri specializzati.
Acetone nei bambini e fenomeni correlati
Acetone e diabete
Uno stato particolare chetonemia si può presentare con il diabete mellito tipo 1, ossia la chetoacidosi diabetica. Questa è definita dalla presenza di chetosi, iperglicemia ed acidosi metabolica. Si presenta nei bambini tipicamente all’esordio della patologia diabetica ed è una condizione di grave scompenso metabolico, causato da un deficit di insulina, caratteristico appunto del diabete mellito di tipo 1.
È necessario, in caso di chetoacidosi diabetica nei bambini, un tempestivo intervento medico per le appropriate cure del caso.
Quando preoccuparsi in caso di acetone nei bambini? Quando contattare il pediatra?
Esistono casi di emergenza, in cui è necessaria una valutazione medica urgente per avviare il trattamento specifico per correggere determinate alterazioni associate all’acetone, quali ad esempio:
- vomito incoercibile: impedisce al bambino di idratarsi adeguatamente, portando al rischio di disidratazione. L’intervento medico consiste nella somministrazione di farmaci antiemetici quando ritenuto opportuno;
- disidratazione: quando questa è di entità grave è necessario un intervento medico per ripristinare il normale stato di idratazione dell’organismo;
- chetoacidosi diabetica (vedi sopra).
Inoltre, anche se l’acetonemia nei bambini nella maggior parte dei casi non è una condizione pericolosa e si può risolvere con un trattamento semplice, in caso di persistenza o ricorrenza della sintomatologia, è importante consultare un pediatra.
Il presente articolo ha un intento puramente divulgativo e non sostituisce una valutazione medica. La formulazione della diagnosi e le indicazioni terapeutiche devono essere effettuate da parte di un medico.
Dottoressa Chiara Tommesani, Pediatra
