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Il respiro del neonato veloce ed affannoso: quando preoccuparsi?

Il respiro del neonato veloce ed affannoso: quando preoccuparsi?

Il respiro del neonato veloce ed affannoso: quando preoccuparsi?

Perché è importante monitorare il respiro del neonato dal il primo e il 6° mese

Naturalmente, ogni mamma dal primo momento che nasce il suo piccolo ne osserva il respiro e tutte le altre dinamiche fisiologiche per controllare che queste avvengano in maniera regolare. In questa sezione descriverò più approfonditamente il respiro del neonato durante il sonno, poiché è tra gli argomenti che desta più preoccupazione e dubbi.

Avendo neonati di questa età, vi sarete sicuramente accorte, mamme, di un respiro differente rispetto a quello che è il respiro degli adulti. In linea generale, non c’è da preoccuparsi in quanto il neonato normalmente respira più velocemente. Se a questa situazione, che è del tutto fisiologica, aggiungiamo un raffreddore o una febbre, è normale notare un incremento ulteriore della frequenza respiratoria.
Adesso analizziamo queste situazioni e vediamo se e quando preoccuparci; quali sono i segnali d’allarme e quali quelli perfettamente normali.

Respiro accelerato durante il sonno

Una situazione tipo è quella che si verifica al momento di andare a dormire. Dopo l’ultima poppata, il bambino si addormenta, è tranquillo. Non ha febbre e non ha raffreddore, ma notiamo un respiro affannoso o comunque accelerato: a tratti sembra regolarizzarsi e di colpo diventa più veloce. Questa situazione desta preoccupazione e non vi fa dormire tranquillamente. Magari state pensando di portarlo in ospedale oppure di fare un controllo il prima possibile. Cosa fare e cosa pensare al riguardo? Nessuna paura! Non c’è da preoccuparsi, e adesso vi spiego perché. Nei primi due mesi di vita, durante le fasi di sonno profondo, è del tutto comune che si verifichi ciò che noi medici definiamo “Respiro periodico”.

Il respiro periodico è una tipologia di respiro irregolare caratterizzato da fasi alternate fatte di accelerazioni, respiri cadenzati in maniera regolare, pause e di nuovo accelerazioni e così via. Perché accade questo? Si tratta di una dinamica fisiologica, che trova la sua motivazione principale nell’immaturità del sistema respiratorio.

Cosa fare se se il respiro del neonato è accelerato?

Voi mamme non dovete fare nulla di particolare e soprattutto è importante che siate tranquille poiché si tratta di un fenomeno normale. Se però avete bisogno di un’ulteriore prova di tranquillità potete fare una piccola stimolazione manuale al piccolo e verificare da sole come il respiro cambia durante il periodo in cui la fase del sonno diventa leggera, diventando mano a mano più regolare.

Caso differente è quando durante il sonno concomitante al raffreddore e alla febbre, il respiro è regolarmente veloce. Dunque le fasi alternate non si verificano e il respiro ha la stessa frequenza veloce. Questa circostanza è dettata da una vera e propria difficoltà del piccolo che ha le vie respiratorie probabilmente ostruite dal muco. In questi casi è bene procedere ad una visita medica.

Respiro caratterizzato da fischio

Durante il respiro del bambino può succedere di avvertire un leggero fischio, molto leggero. A seconda dell’età del bambino, questa situazione va analizzata diversamente.

Da 0 a 2 mesi: in questa fascia d’età, in assenza di raffreddore e febbre la presenza di un lieve sibilo è da imputare alle piccole irritazioni della mucosa del nasino o semplicemente ad un respiro leggermente rumoroso. Una possibile causa è il livello di umidità nell’ambiente, che a differenza di quanto si pensa deve essere leggermente umido e mai troppo secco, proprio per evitare che le mucose si secchino eccessivamente e che quindi il neonato faccia fatica a respirare. Il consiglio medico è quello di mantenere sempre un certo livello di umidità ed evitare i riscaldamenti impostati ad elevate temperature.

Cosa fare se si nota un fischio nel respiro del neonato?

Se vi accorgete che il vostro bambino sta dormendo in una stanza il cui ambiente è eccessivamente secco e deumidificato, procedete ad inserire una fonte di umidificazione. Se umidificando l’aria, il problema persiste, si può provare ad effettuare qualche lavaggio nasale con soluzione fisiologica qualora il neonato abbia meno di un mese. Se il bambino è un lattante e quindi ha più di un mese, si può procedere al lavaggio con soluzione ipertonica e bicarbonato.

Analizzando invece il caso di un bambino raffreddato con tosse, un leggero rumore o fischio durante il sonno sta ad indicare la diretta conseguenza del restringimento dei piccoli bronchi. Questo fenomeno del fischio in questo caso specifico è chiamato “wheezing”, ed è dovuto all’infiammazione dei piccoli bronchi, una risposta fisiologica durante le infezioni virali.

In questa situazione è opportuno allarmarsi e procedere alla visita pediatrica che porterà alla somministrazione della terapia idonea alla risoluzione del problema.

Bambino di 2 anni e più: nel bambino di questa età in genere il fischio respiratorio notturno, che può manifestarsi in aggiunta a tosse secca, è da associare ad un problema di asma. Anche in questo caso è opportuno fare una visita medica pediatrica, che analizzerà possibili cause di tipo allergiche.

Respiro difficile durante il sonno: rischio di soffocamento?

Un raffreddore o una qualsiasi causa alla base di una difficoltà respiratoria, può portare al soffocamento soltanto nel caso di un rigurgito di latte poiché se il nasino è ostruito dal muco, nel momento della risalita di latte, il piccolo potrebbe avere difficoltà a respirare in quel preciso momento. Tuttavia è bene sottolineare che i piccoli allattati al seno e che dormono in posizione corretta e cioè supini, corrono un rischio molto basso di soffocare. Infatti per una questione di composizione del latte, il rigurgito è più frequente nei bambini allattati con latte artificiale.

Come comportarsi?

Prima di mettere il bambino a dormire, assicuratevi che le cavità nasali siano libere e pulite. Per favorire una respirazione fluida utilizzate i lavaggi con soluzione fisiologica o ipertonica e bicarbonato a seconda dell’età.

Neonato e apnea

Tra le situazioni che portano apprensione, c’è il momento in cui si verifica l’assenza del respiro. Si tratta in genere di un breve momento, una sorta di pausa, che comunque nella maggior parte delle volte è normale e non deve destare preoccupazione. Ricordatevi infatti che se il bambino ha meno di due mesi, quei brevi momenti di pausa, fanno parte di una situazione fisiologica che si verifica in quello che abbiamo definito “respiro periodico”.

La pausa respiratoria che deve destare preoccupazione è caratterizzata da uno stop di più di 20 secondi. In questi casi ci troviamo in presenza di “apnea”. Naturalmente è possibile che ci si perde tutti i secondi di apnea ma un chiaro segnale di questo fenomeno è la “cianosi”, ossia il cambio di colorito delle labbra che diventano di colore viola/blu.

I bambini allattati con latte in formula sono più predisposti a rigurgito e dunque a fenomeni di apnea. Sebbene questa sia una causa preponderante, non è detto che sia l’unica: può accadere che alcune apnee non abbiano una vera e propria causa specifica. In ogni caso, il verificarsi regolare nei giorni e nelle settimane di apnee e rigurgiti necessitano di visite pediatriche.

Esistono delle norme di prevenzione da seguire per evitare le apnee e quindi anche la possibilità che si verifichi la SIDS (sindrome della morte in culla).

1) Accertarsi che il bambino dorma sempre a pancia in su, ossia supino e su una superficie rigida.

2) Non inclinare la testa del lettino dove dorme il piccolo, neppure  integrando cuscini. L’inclinazione aumenta il rischio di discesa del piccolo sotto le lenzuola e la possibilità di soffocare.

3) Umidificare l’aria della stanza dove dorme il bambino

4) Mantenere l’ambiente circostante al bambino privo di giocattoli con peluche, coperte  e cuscini.

5) Evitare di far dormire il piccolo in mezzo ai due genitori. Se si vuole fare il coosleeping posizionare il bambino al lato, accanto alla mamma

6) Non fumare in presenza del bambino e non lasciare i vestiti del fumatore nello stesso ambiente dove dorme il piccolo

Conclusioni

I casi che devono creare dei veri e propri allarmismi sono fortunatamente pochi. Le cause derivano principalmente dallo stato di salute del piccolo e più raramente da incidenti. Generalmente è lo stato di salute del bambino che determina cambiamenti del respiro durante il sonno. Naturalmente, seguendo questi consigli e adottando le buone abitudini descritte nella gestione del  bambino, otterrete da subito effetti positivi, anche sul vostro stato d’animo. In caso di situazioni di allarme, non esitate a chiedere l’aiuto del medico. 

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