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La candidosi orale o più comunemente conosciuta con il termine mughetto è un’infezione della bocca. È molto frequente nei primi mesi di vita perché il germe può essere facilmente trasmesso dalla madre al piccolo durante il parto o attraverso l’allattamento.
Il mughetto del neonato non è un disturbo che deve preoccupare poiché è riconoscibile con facilità dai genitori, ed è anche trattabile in modo semplice. In questo articolo della pediatra, dottoressa Ilaria Maria Vella, vedremo nel dettaglio quali sono le cause, come si manifesta, quali sono le cure e i segnali di allarme.
In caso di dubbi un pediatra online può aiutarti subito a fare chiarezza.
Cos’è il mughetto: neonato e bambino
Il mughetto (candidiasi o candidosi orale) è un’infezione opportunistica della mucosa orale causata da funghi del genere Candida, principalmente Candida Albicans.
Nei neonati questa infezione è molto comune per due motivi principali: Il sistema immunitario non è ancora adeguato e vi è una stretta interazione con la madre; è considerata generalmente una malattia benigna e autolimitante.
Nei bambini più grandi, invece, si tratta di una condizione poco frequente, poiché il sistema immunitario è ormai adeguatamente sviluppato. Per questo motivo, la comparsa di candidosi orale in questa fascia d’età dovrebbe indurre a ricercare eventuali fattori predisponenti specifici.
Nel neonato, il mughetto si manifesta di solito con placche bianche sulla lingua, sul palato, sulle guance e sulle gengive. A prima vista possono sembrare residui di latte. La differenza è semplice: nel mughetto le placche sono ben attaccate alla mucosa, difficili da rimuovere e, se tolte, lasciano la zona arrossata o leggermente sanguinante. I residui di latte, invece, si trovano per lo più sulla lingua e si rimuovono facilmente senza causare arrossamenti o sanguinamento.
Mughetto neonato: cause più frequenti
La Candida albicans è un fungo che fa parte della normale flora commensale del nostro corpo, soprattutto si trova nella bocca, nell’intestino, nei genitali e sulla pelle di tutti i bambini. Di solito è innocuo e non provoca problemi perché è tenuto sotto controllo dal sistema immunitario e vive in perfetto equilibrio integrandosi con le mucose del nostro organismo.
Tuttavia, se le difese immunitarie si indeboliscono o se la barriera mucocutanea è danneggiata, questo fungo può crescere in maniera incontrollata, trasformandosi da commensale a patogeno e causare infezioni.
Le infezioni possono essere lievi, come il mughetto e le vulvovaginiti, o più gravi, ma solo nei bambini con un sistema immunitario molto indebolito.
Nel neonato, Candida Albicans può comparire (=colonizzare) precocemente nella mucosa orale, trasmesso in due modi: verticale o orizzontale. La trasmissione verticale è la trasmissione madre-neonato al momento del parto vaginale; in questo caso se la madre ha una colonizzazione vaginale da Candida e una scarsa igiene orale, il rischio di trasmissione aumenta.
La trasmissione orizzontale, invece, avviene dopo la nascita. Può accadere durante l’allattamento, attraverso il capezzolo che può contenere questo germe oppure dall’ambiente, soprattutto negli ospedali e riguarda i neonati ricoverati per più tempo, soprattutto i piccoli prematuri o di basso peso, che possono entrare in contatto con il fungo attraverso i dispositivi medici o il personale sanitario.
Quando il fungo colonizza la bocca del neonato, compete con una flora batterica commensale ancora immatura e con un sistema immunitario poco sviluppato, favorendo lo sviluppo di infezioni da Candida.
Altri fattori di rischio per lo sviluppo dell’infezione da Candida sono l’utilizzo di antibiotici sia nel neonato che nella madre che allatta perché alterano la normale flora commensale, favorendo la proliferazione di germi compresa Candida Albicans, nonché l’utilizzo di ciucci e tettarelle non ben sterilizzati, su cui può annidarsi questo fungo e facilitarne la trasmissione alla bocca del neonato.

Mughetto neonato: sintomi e come riconoscerlo
Riconoscere il mughetto nel neonato, in genere, non è difficile. Bisogna sospettarlo quando nella bocca compaiono placche biancastre e cremose, ben aderenti alla mucosa della lingua, delle gengive, del palato e della parte interna delle guance. Queste placche non si rimuovono facilmente con una garza bagnata, a differenza dei residui di latte che invece vengono via senza difficoltà. Se si riesce a toglierle, sotto si osserva una superficie arrossata.
Di solito il mughetto non provoca un vero e proprio dolore, ma può rendere il neonato più irritabile. Può manifestarsi con pianto inconsolabile, soprattutto durante la poppata, e con difficoltà o fastidio durante la suzione.
Attenzione se osserviamo la presenza di placche biancastre sulle labbra, dobbiamo verificare se lesioni simili sono anche nella bocca. Se presenti, allora anche in questo caso si tratta di mughetto. Se assenza di altre lesioni orali o se le labbra bianche sono isolate, è necessario escludere altre cause.
In ogni caso va consultato il pediatra per il corretto inquadramento.
Con il consulto online di SOSPEDIATRA puoi parlare subito con il pediatra e far visitare il bambino online in pochissimo tempo anche in caso di sospetto di mughetto del neonato o altri sintomi.
Mughetto nel bambino: è diverso da quello del neonato?
Nel bambino, così come nel neonato, il mughetto si presenta spesso con le classiche placche biancastre e cremose all’interno della bocca. Queste possono comparire sulle guance, sulla lingua, sul palato e sulle labbra. Se si prova a rimuoverle, sotto rimane una zona arrossata e irritata. A differenza del neonato, però, nel bambino più grande sono più frequenti sintomi come bruciore alla bocca e alterazione del gusto, chiamata anche disgeusia.
Esistono anche forme meno comuni di infezione da Candida. Una di queste è la candidiasi eritematosa, che si manifesta con aree rosse e lisce sulla lingua o sul palato. Un’altra è la cheilite angolare, caratterizzata da piccole fissurazioni dolorose agli angoli della bocca. Infine, c’è la candidiasi iperplastica, che si presenta con placche bianche che non si riescono a rimuovere facilmente.
A volte il mughetto può ripresentarsi. Per questo motivo è importante fare prevenzione. È fondamentale mantenere una buona igiene orale, controllare eventuali dispositivi presenti in bocca e, nei bambini che utilizzano corticosteroidi per via inalatoria, far eseguire sempre un risciacquo della bocca dopo ogni somministrazione. È inoltre consigliabile evitare, quando possibile, terapie antibiotiche o steroidee troppo prolungate, perché possono favorire la comparsa dell’infezione.
Se, nonostante queste precauzioni, il mughetto continua a ripresentarsi, è opportuno rivolgersi al pediatra. In questi casi può essere necessario approfondire la situazione per escludere la presenza di problemi del sistema immunitario, sia congeniti (presenti dalla nascita) sia acquisiti nel tempo.
Mughetto neonato: rimedi e cure efficaci
La diagnosi di mughetto è clinica, cioè viene fatta dal pediatra durante la visita, semplicemente osservando le lesioni presenti nella bocca del bambino. Non sono necessari esami o ulteriori indagini.
Anche la terapia viene prescritta dal pediatra ed è semplice. Si utilizza un farmaco antifungino che si presenta sotto forma di sciroppo. La dose è di 1 ml (pari a 100.000 unità internazionali) da somministrare 3-4 volte al giorno. La quantità va suddivisa applicandone metà su ciascun lato della bocca. Il trattamento generalmente dura dai 7 ai 14 giorni.
È importante non sospendere la cura appena scompare la patina bianca sulla lingua. Anche se le lesioni sembrano guarite, la terapia deve essere proseguita per almeno altre 48 ore, per eliminare completamente il fungo e ridurre il rischio che l’infezione si ripresenti.

Rimedi naturali per il mughetto: cosa è utile e cosa evitare
È bene ricordare che non esistono prove scientifiche a favore di rimedi naturali, soluzioni saline, bicarbonato, miele, probiotici o altri prodotti da banco per la cura del mughetto. In caso di dubbio, è sempre consigliabile rivolgersi al proprio pediatra.
Per prevenire il mughetto nel neonato, è importante seguire alcune semplici raccomandazioni. La prima riguarda l’igiene orale: anche nei primi mesi di vita è utile pulire delicatamente la bocca del bambino con una garza sterile inumidita solo con acqua, così da mantenere le mucose pulite.
Un altro aspetto fondamentale è la corretta pulizia di ciucci, tettarelle e di tutti gli oggetti che entrano in contatto con la bocca del neonato. Si raccomanda di lavarli frequentemente con acqua e sapone e, quando possibile, di sterilizzarli. La sterilizzazione può essere effettuata tramite bollitura in acqua per circa dieci minuti oppure con dispositivi a vapore: entrambi i metodi sono efficaci nel ridurre la presenza di batteri e funghi, compresa la Candida albicans.
È possibile anche utilizzare la sterilizzazione a microonde, lasciando gli oggetti immersi in acqua per 6–7 minuti. Questo metodo è efficace contro la Candida, ma bisogna prestare attenzione per evitare di danneggiare i materiali.
Un’ultima raccomandazione riguarda l’allattamento al seno poiché esiste un rischio documentato di trasmissione bidirezionale tra madre e bambino, questo significa che la madre può trasmettere il fungo al bambino e viceversa il bambino alla madre con potenziale rischio di reinfezione o mancata guarigione.
Quando la Candida colpisce il capezzolo, la madre può avvertire dolore, spesso descritto come piccole punture di spillo, oltre a prurito o bruciore nella zona del capezzolo e dell’areola. In alcuni casi possono comparire anche ragadi. Per questo motivo, l’Istituto Superiore di Sanità, raccomanda non solo di curare il mughetto del neonato, ma anche la candida al seno, utilizzando un farmaco antimicoticolocale (ad esempio il miconazolo), previa prescrizione medica, da applicare sui capezzoli dopo ogni poppata fino alla scomparsa dei sintomi.
Mughetto nel bambino e cortisone: c’è un collegamento?
L’uso di corticosteroidi è un importante fattore di rischio per lo sviluppo del mughetto nei neonati e nei bambini. I corticosteroidi, sia sistemici che locali, inducono una riduzione delle difese immunitarie, fondamentali per il controllo della crescita di Candida albicans. Questo effetto facilita l’infezione da parte del fungo.
È importante sottolineare che questa situazione si verifica soprattutto dopo trattamenti prolungati o con dosi elevate di corticosteroidi. In questi casi, i bambini devono essere seguiti con maggiore attenzione, così da individuare tempestivamente eventuali segni di infezione.
Per ridurre il rischio di sviluppare il mughetto, si possono adottare alcune strategie preventive, come una corretta igiene orale e, quando indicato dal medico, una profilassi antifungina. Quest’ultima può prevedere l’uso della nistatina orale.
Quanto dura il mughetto neonato?
I tempi medi di risoluzione, se la terapia antifungina è stata eseguita correttamente, sono di 7-14 giorni. Si osserva un iniziale miglioramento, ovvero una riduzione della patina biancastra sulla lingua, dopo circa 72 ore dall’inizio del trattamento.
Campanelli d’allarme: quando contattare subito il pediatra
Qualora non avvenisse la guarigione dopo aver somministrato la terapia in maniera adeguata (dose, frequenza di somministrazione e durata appropriati) allora deve essere consultato il pediatra.
Altri motivi di consulto del pediatra sono:
- Pianto inconsolabile con difficoltà marcata nell’alimentazione: in questo caso il pediatra valuterà lo stato di idratazione del bambino e in caso di disidratazione marcata vi potrà essere l’indicazione al ricovero per eseguire la terapia antifungina per via endovenosa.
- Lesioni che si estendono: anche in questo caso, se è stata eseguita adeguata terapia con nistatina orale, previo consulto del pediatra, potrà essere indicato il ricovero per eseguire la terapia per via endovenosa.
- Ricomparsa frequente del disturbo: non deve essere sottovalutata, poiché potrebbe rappresentare un segnale di possibili alterazioni del sistema immunitario. In queste situazioni, il pediatra curante potrà ritenere opportuno avviare ulteriori approfondimenti diagnostici, che potrebbero includere anche una valutazione immunologica specialistica
Diagnosi del mughetto: serve una visita?
Le linee guida sottolineano l’importanza della valutazione pediatrica per la conferma della diagnosi di mughetto, per impostare il trattamento adeguato, soprattutto nei bambini con fattori di rischio (difese immunitarie più deboli, uso recente di antibiotici o corticosteroidi, altre malattie sottostanti). Per il pediatra basterà l’osservazione clinica delle lesioni alla bocca per confermare la presenza di mughetto. Il medico provvederà a spiegare ai genitori il trattamento, fornendo indicazioni su modalità e tempi di somministrazione. Inoltre, indicherà come monitorare l’andamento del disturbo nel tempo, così da verificarne la completa risoluzione. L’eventuale rivalutazione sarà necessaria qualora il disturbo persista.
Dottoressa Ilaria Maria Vella, Pediatra
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Questo articolo ha finalità puramente informative e di divulgazione. Se hai dubbi o se il tuo bambino non sta bene rivolgiti sempre ad un pediatra. Con SOSPEDIATRA puoi richiedere un video consulto immediato e parlare con un pediatra online in pochissimo tempo, o richiedere una visita a domicilio scaricando l’app.
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