Febbre bambini: cosa fare, quando preoccuparsi e rimedi

Febbre bambini: cosa fare, quando preoccuparsi e rimedi

Febbre bambini: cosa fare, quando preoccuparsi e rimedi

Febbre bambini: come comportarsi

La febbre nei bambini è la più comune causa di consultazione pediatrica. È normale, quindi, che un bambino presenti febbre più volte durante la crescita. È importante spiegare ai genitori che la febbre è un sintomo e non una malattia: indica un malessere in corso e rappresenta una risposta di difesa dell’organismo.

Le tanto temute convulsioni febbrili, spesso evocate dai genitori spaventati, sono in realtà poco frequenti e compaiono solo in casi particolari. Anche questi aspetti verranno chiariti nel corso dell’articolo.

La febbre, quindi, va interpretata nel contesto generale del bambino: perfino una febbre alta nei bambini non è necessariamente indice di gravità se non associata a specifici campanelli d’allarme che approfondiremo più avanti.

Cosa è la febbre

La febbre è definita come un aumento della temperatura corporea sopra i valori normali. I limiti variano a seconda della sede:

  • >37,2°C misurata sotto l’ascella
  • >37,7°C misurata in bocca
  • >38°C misurata per via rettale, auricolare o frontale

Nei neonati sotto i 6 mesi, la misurazione auricolare può non essere affidabile.

 Come misurare la febbre nel neonato e nei bambini

Ci sono diversi dispositivi che si possono utilizzare per misurare la febbre nei bambini:

  • Termometro a gallio l’alternativa più valida al vecchio termometro a mercurio (non più ammesso perché pericoloso), e può essere usato per via rettale o ascellare;
  • Termometro digitale: rapido e semplice da utilizzare e da leggere.
  • Termometro a infrarossi cutaneo/auricolare: permette di misurare la temperatura emessa dalla superficie corporea. La misurazione è rapida e se usato correttamente è attendibile
  • Termometro hi tech: mediante connessione bluetooth trasmette direttamente allo smartphone la temperatura. Può essere utilizzato per il controllo continuo della febbre, con un sensore sulla cute del piccolo.
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Le principali cause della febbre nei bambini                                        

Virus: sono in assoluto la causa più comune delle infezioni nell’infanzia (circa 10 volte più frequenti rispetto alle infezioni batteriche). I virus chiamati in causa sono molti, dal comune raffreddore, all’influenza, ai virus che provocano malattie esantematiche come la rosolia e la varicella o la mani bocca piedi che provoca piccole epidemie in comunità come gli asili nido;

Batteri: con frequenza minore rispetto ai virus, i batteri possono provocare infezioni in diverse sedi, ad esempio le vie urinarie o l’apparato respiratorio del bambino;

Reazioni alle vaccinazioni: in questo caso l’aumento della temperatura, in assenza di virus o batteri può essere dovuto a una reazione infiammatoria. Infatti il sistema immunitario, sollecitato dalla somministrazione del vaccino viene attivato, ma tale reazione, fisiologica e transitoria, non deve destare preoccupazioni;

l’informazione che la febbre nei lattanti possa essere causata dalla dentizione, invece, non ha fondamento scientifico

Febbre nel neonato e nel lattante

I lattanti di età inferiore a tre mesi con febbre devono essere visitati da un pediatra anche in caso di febbre non elevata mentre tra i 3 e i 6 mesi, se la febbre supera i 39 gradi. La valutazione comprende:

  • Stato di coscienza: molto importante valutare la sonnolenza eccessiva del bambino, la difficoltà a svegliarlo o una irritabilità estrema.
  • Sintomi respiratori: se presentano difficoltà a respirare o affanno o respiro rumoroso
  • Sintomi neurologici: presenza di convulsioni o rigidità del collo.
  • Manifestazioni cutanee: la comparsa di macchie rosse scuro sulla pelle che non scompaiono se premute, sono un segno importante che impone un accesso al pronto soccorso
  • Idratazione: il neonato e\o lattante che non riesce a bere o a alimentarsi si può disidratare in tempi brevi. Importante controllare la quantità e il colore delle urine.
febbre alta nei bambini cosa fare

Quali sono i sintomi della febbre nei bambini e come imparare a valutarli

Bisogna imparare a riconoscere alcuni sintomi che indicano la necessità di una visita pediatrica o di un accesso al PS

  • Nei neonati di età inferiore a 3 mesi, qualsiasi aumento della temperatura dovrebbe essere preso molto seriamente. Il sistema immunitario dei neonati infatti è ancora in fase di sviluppo, e li rende per questo più vulnerabili alle infezioni
  • Quando vi sono segni di disidratazione: il piccolo beve meno del solito, ha meno pannolini bagnati o espelle urine piu scure,
  • Se il bambino presenta alterazioni nello stato di coscienza: appare spesso sonnolento, difficile da svegliare o mostra altri segni rispetto alla normalità
  • Se la febbre è persistente, accompagnata da altri sintomi:  quando la febbre persiste da oltre 48 ore e si accompagna a vomito incontrollato, difficoltà respiratoria, mal di testa intenso, rigidità nucale, eruzioni cutanee
  • Quando la febbre è molto alta, sopra i 40 gradi e il bambino appare sofferente e inconsolabile

In caso si verifichino convulsioni febbrili con sintomi quali tremori, perdita di conoscenza e rotazione degli occhi verso l’alto, bava alla bocca. Questo evento – seppure sia molto eclatante – è in genere benigno e non ha alcuna conseguenza neurologica. Le convulsioni tendono a svanire spontaneamente nel giro di pochi minuti, ma qualora si protraggano più a lungo è bene recarsi al pronto soccorso

Cosa fare in caso di febbre nei bambini

E’ bene fin dall’età neonatale, utilizzare un termometro elettronico o tradizionale per misurare la febbre. La misurazione della temperatura può essere rilevata in sedi come quella ascellare, inguinale, auricolare o frontale con i dispositivi più moderni. Potrà essere necessario abbassare la febbre ricorrendo a farmaci antipiretici (come il paracetamolo o ibuprofene) quando supera i 38 gradi.    

Tali farmaci devono essere utilizzati alle dosi prescritte in base al peso del bambino, e possono essere ripetuti secondo il consiglio del medico.

È importante far bere frequentemente al bambino piccole quantità di liquidi, anche zuccherati. La temperatura elevata causa perdita di liquidi attraverso la sudorazione, per questo è importante offrire acqua, succhi di frutta o un brodo leggero; non forzare il bambino a mangiare, ma proporre spuntini leggeri come crackers, grissini o frutta.

È importante non coprire troppo il piccolo, ma usare abiti leggeri che favoriscano il mantenimento della traspirazione nell’ambiente. Mantenere una temperatura ambiente fresca nella stanza può contribuire a far scendere la febbre

5 cose da fare in caso di febbre nei bambini

  • tenere il bambino il più possibile a riposo in un ambiente confortevole e tranquillo;
  • vestire il bambino con abiti leggeri e traspiranti e non coprirlo eccessivamente;
  • assicurarsi che il bambino assuma liquidi in abbondanza (acqua, succhi, tisane )
  • applicare impacchi freddi sulla fronte, eventualmente fare un bagno tiepido;
  • se la febbre è alta e persistente (39°C o superiore) somministrare paracetamolo o ibuprofene, sempre seguendo le indicazioni mediche.

Infine, la cosa più importante riferire al pediatra, oltre ai valori della temperatura, anche altri sintomi (come tosse, vomito, diarrea, dolore…), il comportamento del bambino anche quando la febbre scende (se è molto stanco, irritabile, comunicativo, se gioca…) e infine il tipo di pianto se si tratta di un lattante che non è in grado di comunicare il suo malessere se non con il pianto (continuo, a scatti, lamentoso, con singhiozzi)

febbre nel neonato come comportarsi

Febbre alta nei bambini: quando preoccuparsi?

E’ importante valutare questi parametri  per andare al Pronto Soccorso:

  • Età: Lattanti di età inferiore a tre mesi con febbre
  • Età tra i 3 e i 6 mesi, in caso di febbre con temperature uguali o superiori a 39 gradi
  • Stato di coscienza: Sonnolenza eccessiva, difficoltà a svegliarlo o irritabilità estrema. 
  • Sintomi respiratori: Difficoltà a respirare o affanno. 
  • Sintomi neurologici: Convulsioni o rigidità del collo. 
  • Manifestazioni cutanee: Comparsa di macchie rosse scuro sulla pelle che non scompaiono se premute (petecchie o ecchimosi). 
  • Idratazione: Non riesce a bere o a alimentarsi da diverse ore.

E’ meglio consultare un medico o andare al Pronto Soccorso se la temperatura supera i 40° se la febbre persiste  elevata per più di 3 giorni, se la febbre è accompagnata da altri disturbi come vomito persistente, forte mal di  testa, dolore al petto o  pianto  inconsolabile.

E’ anche opportuno farlo visitare da un medico se il bambino soffre di malattie croniche, o è stato recentemente  in paesi a rischio, o se si percepisce che “qualcosa non va”.

Tosse e febbre

Non dobbiamo considerare la febbre e la tosse come segni di gravità di un malessere, ma se persistono per alcuni giorni è necessaria una valutazione del pediatra. 

Un comune raffreddore, una faringite, una laringite o una bronchite sono tutti malesseri che si manifestano con tosse accompagnata anche da febbre, in questo caso i genitori si chiedono se è necessario l’uso di una terapia antibiotica: l’antibiotico, di per sé, non cura né febbre né tosse se non è stato un batterio a causarle, ma questo non è valutabile senza una visita pediatrica. Come si può sapere da genitori quando è il caso di far visitare il bambino dal pediatra?

Ci può aiutare saper distinguere vari tipi di tosse:

  • Se l’infezione è localizzata a naso e gola, la tosse è dovuta a muco e catarro che scolano nelle vie aeree, causando irritazione della gola, a volte questa tosse peggiora quando il bambino si sdraia, ma quasi mai provoca affanno.
  • Se è la laringe a essere infiammata, la tosse sarà secca e ricorderà l’abbaiare di un cane o il verso di una foca, il bambino potrebbe essere anche spaventato, ma starà meglio se verrà messo in un ambiente caldo-umido (ad esempio si può creare vapore in bagno aprendo i rubinetti dell’acqua calda). Infine se l’infezione ha colpito le basse vie respiratorie, la tosse sarà “secca e con il fischio” a causa dei bronchi che si stringono oppure sarà “grassa” se è dovuta al catarro che si deposita.

In presenza di febbre e tosse possono essere segnali di allarme:

  • Respiro affannoso, ‘‘di panciaʼʼ (come dopo una corsa)
  • Bambino molto sofferente che risponde poco agli stimoli
  • Tosse ‘‘abbaianteʼʼ (tipo un cane o una foca)
febbre bambini quando consultare il pediatra

Cure e gestione della febbre

In caso di febbre bambini ci sono alcuni accorgimenti che si possono adottare:

  • Far bere liquidi come acqua, succhi di frutta, latte e miele, centrifugati, o tisane
  • In caso di febbre alta, si possono usare antipiretici come paracetamolo e\o ibuprofene
  • Applicare impacchi di acqua fredda sulla fronte in caso di calore. Evitare bagni freddi, ma un bagno tiepido può aiutare.
  • Far riposare e non coprire troppo il bambino, in caso di brividi può sentire freddo ed è un segnale che la temperatura si sta alzando, ma non continuare a tenerlo coperto se la temperatura è alta

Non sottovalutare che la febbre è un meccanismo di difesa del corpo, quindi non sempre è necessario abbassarla. È importante farlo solo quando la temperatura è troppo elevata o causa forte disagio, monitorare il bambino, che se continua a giocare e a mangiare anche con una temperatura di 38 C, non ha bisogno immediato di un antipiretico

Cosa non fare in caso di febbre nei bambini

Non usare farmaci senza prescrizione medica se la febbre non è alta.

Non coprirsi eccessivamente anche se si hanno i brividi.

Evitare misurazioni orali della temperatura.

Non fare bagni freddi o non esagerare con gli impacchi.

FAQ – Domande frequenti sulla febbre nei bambini

  1. Quando la febbre nei bambini è pericolosa? La febbre è un normale meccanismo di difesa ed è generalmente considerata pericolosa solo in casi specifici, quali l’età del bambino (primi mesi di vita), in presenza di altri segni come la difficoltà a respirare, lo stato confusionale o le convulsioni , se ci sono sintomi di disidratazione, o se la febbre elevata persiste per più di 3 giorni.  
  2. Cosa fare se il bambino ha febbre e non mangia? E ’importante far bere frequentemente al bambino piccole quantità di liquidi, anche zuccherati, succhi di frutta o un brodo leggero; non forzare il bambino a mangiare, ma offrirgli piccoli spuntini a base di frutta, fette biscottate, grissini o crackers. Più che farlo mangiare è importante farlo bere.
  3. Come misurare la febbre nel neonato? Anche nel neonato possono essere usati i termometri digitali. La misurazione più attendibile per il neonato è quella rettale,  ma può essere rilevata in sedi ascellare, inguinale, mentre non è attendibile quella auricolare
  4. Febbre dopo un vaccino: è normale? : in questo caso l’aumento della temperatura, in assenza di virus o batteri può essere dovuto a una reazione infiammatoria. In questo caso il sistema immunitario, sollecitato dalla somministrazione del vaccino, viene attivato, ma tale reazione, fisiologica e transitoria, non deve destare preoccupazioni
  5. Cosa fare se la febbre torna dopo pochi giorni? Quando la febbre si ripresenta dopo qualche giorno  è quasi sempre necessaria una vista del pediatra perché può essere il segnale di una sovra infezione che deve essere valutata con attenzione.
  6. Meglio consulto online o visita a domicilio? Difficile rispondere a questa domanda perchè ci sono da valutare diverse variabili: per un consiglio che ci può aiutare in preda all’ansia serale o festiva, va benissimo un consulto on line; per una lesione cutanea su cui si vuole una informazione può essere risolutivo come pure se vogliamo un conforto sulla gestione di una gastroenterite. Invece è difficile che possa risolvere il problema di un bambino che respira male, che all’improvviso piange disperato, in questi casi meglio sicuramente una visita in presenza.

Dottoressa Maria Luisa Roberti, Pediatra

Questo articolo ha finalità puramente informative e di divulgazione. Se hai dubbi o se il tuo bambino non sta bene rivolgiti sempre ad un pediatra. Con SOSPEDIATRA puoi richiedere un video consulto immediato e parlare con un pediatra online in pochissimo tempo, o richiedere una visita a domicilio scaricando l’app.

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