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Cos’è la vitamina D e perché è utile per neonati e bambini
La vitamina D è essenziale per l’uomo, in particolare per neonati e bambini. La forma biologicamente attiva della vitamina D (chiamata anche calcitriolo) deriva per il 20% dalla vitamina D2, di origine alimentare, e per l’80% dalla vitamina D3, prodotta dalla cute in seguito all’esposizione solare. L’esposizione diretta di braccia e gambe alla luce solare per dieci minuti ne fornisce circa 3000 UI (Unità Internazionali).
Le funzioni della vitamina D sono quelle di promuovere l’assorbimento di calcio e fosforo a livello intestinale, mantenere il corretto equilibrio tra calcio e fosforo nell’organismo, e stimolare la corretta mineralizzazione ossea.
Vitamina D neonati e bambini: attenzione al Deficit di Vitamina D
Si definisce deficit di vitamina D la condizione in cui il valore della vitamina D risulta < 20 ng/ml.
Si raccomanda di dosare la vitamina D soltanto nei pazienti con sintomi di ipovitaminosi D e nei pazienti ad alto rischio di deficit di vitamina D.
Vitamina D neonati e bambini: soggetti a rischio di deficit di vitamina D
- I neonati e i bambini sotto l’anno di vita: vengono esposti poco al sole e sono nutriti con latte materno e formule artificiali, che non garantiscono l’apporto adeguato di vitamina D.
- I neonati pretermine: la mineralizzazione dell’osso fetale si verifica durante il terzo trimestre di gravidanza, inoltre le riserve di vitamina D del feto dipendono dall’apporto materno.
- Bambini di pelle scura: la melanina riduce l’assorbimento dei raggi UVB necessari per la produzione di vitamina D attiva.
- Chi si espone poco al sole per motivi culturali.
- Pazienti con condizioni cliniche predisponenti: malattie infiammatorie croniche intestinali, celiachia, fibrosi cistica, insufficienza pancreatica; obesità; insufficienza epatica, colestasi; terapia cronica con corticosteroidi, anticonvulsivanti e antifungini, ed infine il bambino con paralisi cerebrale.
Segnali di carenza di vitamina D nei neonati e nei bambini
La carenza cronica di vitamina D nei neonati determina un difetto della mineralizzazione dell’osso in formazione, causando il rachitismo, che esordisce tra i tre mesi e i tre anni di vita. I segni clinici che si possono riscontrare sono: la ritardata chiusura delle fontanelle, bozze frontali, consistenza molle delle ossa del cranio, slargamento del polso, incurvamento delle ossa dell’avambraccio e degli arti inferiori. Il rachitismo si può manifestare con debolezza e dolori muscolari, scarsa mobilità, impaccio motorio o difficoltà nella deambulazione.
Profilassi con Vitamina D ai neonati e nel primo anno di vita
La profilassi con vitamina D è raccomandata per tutti i neonati e i lattanti (0-12 mesi) indipendentemente se siano allattati al seno o con formula.
Infatti, il contenuto di vitamina D nel latte materno è molto basso (< 50 UI/l), mentre nelle formulazioni di latte artificiale è pari a 400 UI/l, sufficiente a garantire il fabbisogno solo nel caso in cui il lattante assuma un litro di latte artificiale ogni giorno, che può avvenire quando raggiunge un peso di circa 5-6 Kg, momento in cui vengono generalmente divezzati con riduzione della quota di latte assunta.
Dunque è indicato avviare fin dai primi giorni di vita la supplementazione di 400 UI al giorno di vitamina D2 o D3 per tutto il primo anno di vita. In caso di presenza di fattori di rischio di deficit di vitamina D, la supplementazione va da 600 UI/die fino a 1.000 UI/die.
Per i nati pretermine con peso alla nascita <1.500 grammi si raccomanda un apporto di 200-400 UI/die di vitamina D.
Quando il neonato raggiunge un peso di 1.500 grammi o nel nato pretermine con peso alla nascita >1500 grammi, si raccomanda un apporto di 400-800 UI/die fino ad un’età post concezionale pari a 40 settimane. Successivamente si prosegue la profilassi standard.
Come somministrare la vitamina D ai neonati e ai lattanti?
Le comuni formulazioni in commercio sono in gocce. Per cui basta dare le gocce al lattante con un cucchiaino o con il contagocce direttamente in bocca, o all’interno del latte o delle pappe.

Vitamina D bambini: profilassi dopo il primo anno e fino ai 18 anni
Dopo il primo anno di vita la profilassi è raccomandata per i soggetti a rischio di deficit di vitamina D al dosaggio di 600-1000 UI/die.
Nei casi di scarsa compliance, si può considerare la somministrazione intermittente (dosi settimanali o mensili per una dose cumulativa mensile di 18.000-30.000 UI) a partire dal 5°-6° anno di vita ed in particolare durante l’adolescenza.
In caso di scarsa esposizione solare durante l’estate la vitamina D dovrebbe essere somministrata da novembre ad aprile, mentre per i soggetti con specifiche condizioni cliniche va somministrata tutto l’anno.
Nei soggetti di pelle scura, negli asiatici fino ai 18 anni e nelle donne che allattano vi è indicazione alla supplementazione ad un dosaggio di 400-600 UI/die.
È importante ricordare che la supplementazione di vitamina D durante la gravidanza andrebbe proposta a tutte le donne di colore o che per ragioni culturali sono poco esposte ai raggi solari e che sono quindi a rischio di carenza cronica.
Quando invece si rilevano segni clinici di rachitismo o carenza di vitamina D è necessario avviare la terapia sostitutiva indicata dal pediatra di famiglia o dal medico curante.

Eccesso di Vitamina D neonati e bambini: cosa sapere
Anche se rari, si possono verificare casi di sovradosaggio di vitamina D per errata integrazione con dosi più frequenti o più elevate rispetto a quelle consigliate. Non sono conosciuti casi di ipervitaminosi causati da eccessiva esposizione al sole o da eccessiva assunzione di alimenti che contengono vitamina D.
Il “livello di assunzione superiore tollerabile” è definito a 1000 UI/die fino al 1 anno, 2000 UI/die da 2 a 10 anni, 4000 UI/die da 11 a 18 anni.
Livelli sierici di vitamina D superiori a 150 ng/ml sono descritti come intossicazione acuta da vitamina D3.
Quali sono le fonti naturali di Vitamina D per bambini?
Le fonti alimentari di vitamina D sono scarse e comprendono principalmente pesce grasso (dentice, merluzzo, orata, sogliola, trota, salmone, sgombro, acciuga, sardine, pesce spada) e in misura minore il tuorlo d’uovo e il burro.
Vitamina D neonati e bambini: come regolarsi con l’esposizione solare?
La produzione cutanea di vitamina D è condizionata da vari fattori: è più alta nelle ore centrali della giornata, nei mesi estivi, e a latitudini non alte. Inoltre individui con pelle chiara sintetizzano molta più vitamina D degli individui con pelle scura. Alcuni studi hanno dimostrato che una sintesi giornaliera di 400 UI è ottenibile attraverso un’esposizione solare di viso e mani nell’ora di pranzo, senza rischio di eritema. Secondo alcuni esperti sarebbe consigliato esporsi al sole per 5-30 minuti tra le 10 e le 16 ogni giorno o almeno due volte a settimana, senza utilizzare creme solari per soddisfare il fabbisogno di vitamina D. Verificate sempre l’esposizione solare corretta per il neonato ed il lattante.
Dottoressa Irene Alessi, Pediatra
Attenzione: questo è un contenuto puramente informativo di carattere generale e non sostituisce un parere specifico o una diagnosi. In caso di dubbi sulla salute del proprio bambino o in caso di necessità di un consiglio o di un parere medico è necessario rivolgersi al proprio pediatra di famiglia. E’ altresì possibile contattare i pediatri di SOSPEDIATRA, disponibili tutti i giorni per un consulto online o una visita a domicilio.
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