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Puntura di zecca

Puntura di zecca

Puntura di zecca

CHE COS’È UN PUNTURA DI ZECCA?

Dopo una passeggiata nel bosco o nei prati, soprattutto se incolti, può succedere di scoprire sulla pelle del bambino la presenza di una zecca.

La zecca è un acaro che fa parte della classe degli aracnidi e al phylum degli Artropodi.

In Italia le due tipologie di zecca più diffuse sono:

A. zecche dure: così definite poiché provviste di scudi dorsali “duri”(chiinizzati) che nei maschi adulti occupano tutto il dorso, mentre nelle femmine, nelle larve e nelle ninfe sono localizzati nella regione anteriore. Ne esistono 6 generi: Ixodes, Boophilus, Hyalomna, Rhipicephalus, Dermacentor e Haemaphysalis;
B. zecche molli: prive di scudo dorsale, comprendono due generi, Argas e Ornithodoros.

La responsabile della veicolazione di microrganismi patogeni per l’uomo è la prima tipologia di zecche, le zecche dure. Sono di solito di color marrone, ma nel momento in cui iniziano a succhiare il sangue assumono una colorazione rossastra.
Le loro dimensioni sono variabili, da un paio di mm fino ad 1 cm.

Il periodo di maggior incidenza del morso di zecca è quello che va da maggio ad ottobre.

Una delle conseguenze più gravi del morso di una zecca è la malattia di Lyme. Poco diffusa nel nostro paese è però da considerare tra le possibili complicazioni da puntura di zecca. Essa può essere riconosciuta da un eritema che si forma nella zona della puntura fino a 40 giorni dopo il morso.
L’eritema assume una conformazione a “bersaglio”, quindi con una parte arrossata che tende ad allargarsi in modo circolare, ed una schiaritura centrale.
La presenza di altri sintomi accompagnatori quali mal di testa, febbre e linfonodi ingrossati può accompagnare questa prima fase.
La manifestazione e diagnosi precoce, ove possibili, sono importanti affinché la malattia non evolva andando a colpire altri organi.

COSA È CONSIGLIATO FARE IN CASO DI PUNTURA DI ZECCA?

– Se il bambino si reca in un bosco o gioca in un prato incolto è buona abitudine ispezionare la sua pelle ed il suo cuoio capelluto in ogni punto, in particolare alla base dei capelli e dietro le orecchie, per verificare che non vi sia la presenza di una zecca.
– Nelle zone geografiche in cui la presenza di zecche è assodata può essere utilizzato un repellente specifico. E’ anche consigliabile utilizzare abiti lunghi.
– Essa può essere visibile o riscontrabile al tatto in quanto si “infila” sotto la pelle, rimanendovi attaccata, e per estrarla serve una pinza adatta allo scopo.
– Si consiglia di far sdraiare il bambino e, con la mano sinistra (la destra per i mancini) tendere la pelle circostante alla posizione della zecca. Con una pinza a punte sottili si dovrà afferrare l’aracnide alla base e farlo ruotare effettuando una trazione costante verso l’alto, facendo molta attenzione a non romperla o schiacciarla, in quanto in sofferenza l’animale può riversare sostanze dannose nel corpo del bambino.
– Non è consigliato utilizzare sostanze come il petrolio calore o ferri arroventati per estrarre l’animale.
– Dopo l’estrazione la zecca dovrà essere bruciata.
– Bisognerà poi disinfettare la cute attentamente ed osservare nelle 3-4 settimane successive che non subentrino sintomi simili a quelli dell’influenza, o manifestazioni eritematose, gonfiore o arrossamenti.

IN QUALI CASI È CONSIGLIATA LA VISITA DEL PEDIATRA?

  • Sempre se nei 40 giorni successivi al morso insorgono sintomi quali febbre, linfonodi ingrossati, mal di testa, vomito o altri sintomi simili a quelli influenzali.
  • Se si manifesta una lesione ulcero-necrotica dopo il morso.

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