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Mononucleosi

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CHE COS’È LA MONONUCLEOSI?

Conosciuta anche come “malattia del bacio”, la mononucleosi è un’infezione virale provocata dal virus Epstein-Barr (EBV), un virus della famiglia dell’herpes virus, la stessa del virus che causa la varicella.
Essa si trasmette attraverso la saliva, per scambio diretto o indiretto, quindi anche attraverso colpi di tosse oppure oggetti contaminati.
Il periodo di incubazione della mononucleosi può essere di 10-15 giorni nei bambini, mentre negli adulti può essere anche di un mese/un mese e mezzo.

Può colpire i bambini e gli adolescenti, ma potenzialmente anche soggetti di tutte le età, ed è piuttosto contagiosa.

I sintomi della mononucleosi sono:
– febbricola o febbre alta,
– linfonodi ingrossati sul collo, sotto le ascelle e nel basso ventre,
– mal di gola (con conseguente difficoltà nella deglutizione),
– Presenza di secrezioni giallastre sulle tonsille
– eruzioni cutanee (simili a quelle del morbillo),
– aumento nella dimensione della milza e del fegato,
– mal di testa e dolori articolari.

Il decorso della malattia ed i sintomi ad essa collegati si protraggono per 2 settimane, dopodiché il bambino potrà tornare a scuola, rispettando le norme igieniche abituali. Si consiglia comunque di tenere il bambino a casa almeno fino a 3-5 giorni dopo la scomparsa della febbre.

Non esiste ad oggi un vaccino in grado di contrastare la mononucleosi, tuttavia essa si risolve generalmente da sola e non presenta particolari problemi o strascichi.

COSA È CONSIGLIATO FARE IN CASO DI MONONUCLEOSI?

Per diagnosticare correttamente la mononucleosi serve il parere del pediatra, quindi si suggerisce in ogni caso la visita. La diagnosi si basa solitamente su segni clinici, ma per confermarla si possono prescrivere anche esami di laboratorio.
Non c’è una terapia specifica per la mononucleosi, le misure da adottare sono: riposo e idratazione, somministrazione di farmaci antipiretici in caso di febbre alta e dolore, alimentazione controllata. Dato il dolore alla gola e ai linfonodi il bambino potrà avere difficoltà nella deglutizione, per cui si suggerisce di offrirgli cibi freschi e morbidi, come yogurt, gelati e formaggi freschi e leggeri
La mononucleosi comporta un aumento della dimensione della milza, per questo si consiglia di astenersi dal praticare attività sportive almeno per un mese dalla fine della malattia.
Evitare sempre il contatto diretto con la saliva del bambino per alcune settimane dalla fine della malattia. Il virus, infatti, continua ad essere eliminato attraverso la saliva stessa anche dopo la fase attiva della malattia.
Pulire e disinfettare gli oggetti e i giocattoli che possono essere contaminati.

IN QUALI CASI È CONSIGLIATA LA VISITA DEL PEDIATRA?

E’ sempre consigliata la visita da parte del pediatra per diagnosticare la mononucleosi.
E’ importante contattare il medico quando il bambino appare eccessivamente stanco, se rifiuta di alimentarsi o in presenza di segnali di disidratazione o riduzione importante nell’assunzione di liquidi.

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