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Cosa fare se il bambino ha sempre fame?

Cosa fare se il bambino ha sempre fame?

Cosa fare se il bambino ha sempre fame?

Ecco i consigli della dietista Ilaria Screpanti.

Una corretta alimentazione è alla base per una vita sana e all’insegna del benessere.

Ma qual è realmente la giusta alimentazione?

Se da una parte riecheggiano ancora le credenze delle nostre nonne dove, mangiare tanto era sinonimo di salute e benessere (a causa dei pochi cibi a disposizione) oggi possiamo dire che ci troviamo ad affrontare una situazione totalmente ribaltata. Siamo costantemente circondati da inviti a mangiare, partendo dalle pubblicità in televisione, dai nuovi show televisivi e dalle continue aperture di locali sempre più innovativi in materia.

Basta fare una semplice passeggiata in un comune centro commerciale per ritrovarci sommersi da gelaterie, pizzerie, fast-food e ristoranti di ogni tipo (messicani, giapponesi, indiani ecc.).
Questo ci porta a non dare più la giusta importanza al momento del pasto, spesso ci ritroviamo a mangiare per noia, senza prestare attenzione a ciò che stiamo mangiando perché distratti dalla televisione, dai cellulari o perché costretti a consumare un pasto velocemente, a causa della vita frenetica di tutti i giorni. Ovviamente tutto ciò si ripercuote, in maniera più amplificata, nei nostri figli che vedono in noi il loro primo esempio di vita.

Durante la crescita il fisico del bambino affronta continui cambiamenti. Ovviamente dopo i primi due anni di vita, con l’incremento dell’attività motoria aumenta anche il dispendio energetico e ci troveremo ad affrontare richieste di cibo sempre maggiori.
Bisogna capire, però, se dietro quella richiesta in realtà non si celi altro.

Spesso siamo presi dai nostri impegni quotidiani e non ci rendiamo conto dei cambiamenti che interessano i nostri piccoli, che utilizzano il cibo (in eccesso o in difetto) come una ricerca di attenzioni. Per questo non bisogna mai utilizzarlo come merce di scambio, come spesso accade “se fai la brava mamma ti compra il gelato” oppure “finito di mangiare tutte le verdure puoi giocare con il telefono”.

Spesso nel momento in cui osserviamo nei nostri figli una carenza di appetito siamo subito pronti a contattare il pediatra di fiducia perché ci rendiamo conto che, dietro l’inappetenza, potrebbe celarsi un altro problema più serio.

Ma come ci comportiamo invece se nostro figlio inizia a mangiare di più?

In genere siamo proprio noi adulti i primi a dare delle giustificazioni al loro comportamento non prestando troppa attenzione al problema e ci rivolgiamo ad un esperto solamente quando lo stato di sovrappeso e/o obesità sarà ormai evidente.

Come evitare una richiesta incessante di cibo da parte dei nostri figli?

Uno dei segreti è proporre un’alimentazione più varia possibile, composta da tutte le categorie principali degli alimenti: latte e derivati, cerali, legumi, frutta, verdura, carne pesce e uova.

Non ha importanza se il bambino non gradirà fin da subito tutte le pietanze proposte, dobbiamo sempre rispettare i suoi gusti ed aspettarci che questi cambieranno durante la crescita. Proprio per questo bisogna variare il più possibile la scelta degli alimenti in tavola, dando al bambino la possibilità di sperimentare pietanze nuove o riscoprirne di già provate.

Un’altra importante abitudine è quella di suddividere la giornata in 3 pasti principali (colazione,pranzo e cena) più 2/3 spuntini:

  • La colazione rappresenta il pasto più importante e non bisogna mai far perdere ai nostri figli questa abitudine, anche se con l’inizio della scuola secondaria spesso si tende ad abbandonarla.
  • La merenda di metà mattina e del pomeriggio NON DEVE MAI essere costituita da merendine o alimenti industriai, è bene prediligere frutta fresca e di stagione.
  • Il pranzo e la cena, soprattutto in casa, devono rappresentare un momento di tranquillità e serenità in cui il bambino deve prestare attenzione a cosa sta mangiando senza essere distratto da altri fattori esterni come ad esempio la televisione.

Di fondamentale importanza è l’attività fisica, i bambini devono riempire le loro giornate in maniera costruttiva ed educativa per la propria mente e per il proprio fisico. La sedentarietà infatti è una delle principali cause dell’aumento di peso, e della maggiore richiesta di cibo.

È inoltre importante coinvolgere i nostri figli nella preparazione dei piatti essendo un momento durante quale possono prendere maggiore confidenza con il cibo. Cucinare insieme è un ottimo metodo per passare del tempo migliorando il rapporto genitore-figlio, facendogli apprendere il processo di preparazione delle pietanze e insegnandogli ad apprezzare maggiormente ciò che stanno mangiando.

Nel caso in cui ci troviamo ad affrontare un aumento di peso nel bambino non dobbiamo mai fare riferimenti alla sua forma fisica, per esempio: “non puoi mangiare la merendina altrimenti ingrassi” oppure “guarda quanto sei ingrassato” o anche “pesa il doppio rispetto ai suoi coetanei”. Bisogna, invece, spiegare ai nostri figli che il motivo principale per cui non possono mangiare la merendina, troppi gelati, dolci ecc. è perché fanno male alla loro salute.

È importante tener presente che siamo noi che dobbiamo dare il buon esempio, iniziando a ridurre gli alimenti grassi nella nostra alimentazione e riducendo o eliminando l’aggiunta di sale e zucchero.

Nella nostra dispensa NON devono essere presenti bevande gassate o zuccherine, merendine o cibi industriali, piuttosto è bene preferire una buona crostata o torta fatta in casa, ancor meglio se realizzata insieme a nostro figlio.

Se nostro figlio dice di avere ancora fame, proponiamogli cibi salutari ad esempio una bella carota come quella di Bugs Bunny oppure una bella mela rossa, se vediamo che la richiesta è insistente e continua ma soprattutto verso un tipo specifico di alimento (grasso o dolce) nella maggior parte dei casi non si tratterà di fame ma solamente di un capriccio che basterà ignorare.

Se il bambino continua ad attuare in maniera persistente atteggiamenti di repulsione o di eccessivo attaccamento al cibo e si sospettano disturbi alimentari, è importante invece parlarne con un pediatra.

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