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Da che età si può iniziare a leggere le favole ai bambini?

Da che età si può iniziare a leggere le favole ai bambini?

Da che età si può iniziare a leggere le favole ai bambini?

Abbiamo chiesto alla Psicologa e Psicoterapeuta Maria Cati Furnari un punto di vista professionale sull’argomento.

Raccontare una favola ai bambini è un momento magico per loro e per chi la racconta.

Una volta si raccontavano più favole ai propri figli, oggi, forse perché sostituite dai social network, o forse perché la frenesia del quotidiano ci porta a gestire altre “priorità”, la favola non è più il mezzo usato per aiutarli a capire una realtà non sempre facile.

Come mai le favole sono così importanti per i bambini?

Per i bambini non è semplice comprendere i fatti della vita reale; la mancanza di esperienza non li aiuta a capire il perché di eventi spiacevoli, tristi o paurosi e raccontare una favola può contribuire a rendergli la realtà più comprensibile perché usa un linguaggio per immagini molto più affine ai loro processi mentali che non le parole astratte “farfugliate” dagli adulti.

Da quale età si consiglia di iniziare a raccontare favole ai bambini?

Le storie raccontate rivestono un ruolo importante nel percorso di crescita dei bambini sin dalla tenerissima età.

Quando sono molto piccoli, ad esempio, e non in grado di comprendere tutte le parole, i bambini sono coinvolti dall’abbraccio che contiene e trasmette sicurezza, dal tono cangiante della voce di mamma o papà  che interpretano i vari personaggi  e che li motiva all’ascolto favorendo un’esperienza dialogica importante per lo sviluppo emotivo-relazionale del bambino.

In che modo le favole aiutano a vivere meglio la quotidianità?

Le favole possono raffigurare tutte le dinamiche dei problemi e riproporre i vissuti del quotidiano permettendo soluzioni creative a situazioni vissute come angoscianti. Le favole  fanno anche sognare: la magia diventa realtà, i personaggi fantastici ed i paesaggi fiabeschi stimolano l’immaginazione e la creatività dei bambini.

Le fiabe parlano di eroi, personaggi che affrontano mille difficoltà e alla fine riescono a portare a termine la loro impresa; nell’identificazione con l’eroe i bambini trovano la forza per superare le angosce e le difficoltà, così come verrà loro richiesto nella vita reale.

Come mai i bambini spesso chiedono di sentire sempre la stessa favola?

Spesso sono i bambini a scegliere la fiaba, a volte ne vogliono sempre una e nessun’altra. E’ quella in cui si identificano in quel momento della loro vita, è quella che serve per affrontare l’angoscia del momento e sentirsi consolati, incoraggiati e salvati da tutti quei mostri che sono in agguato nel loro spazio simbolico.

In che modo la favola diventa parte importante nel percorso di crescita del bambino? Cosa insegnano le favole ai bambini?

La fiaba accompagna il bambino durante la crescita e lo aiuta a diventare autonomo, ad acquisire autostima e sicurezza di sé; la fiaba insegna che nella vita possiamo dover affrontare delle difficoltà a volte inaspettate e non meritate, e che, con l’ingegno, la fantasia, si può avere la meglio ed uscirne vittoriosi. In ogni fiaba c’è il bene e il male che, rappresentati da personaggi antitetici, insegnano ai bambini ad affrontare le proprie paure, a distinguere i sentimenti negativi da quelli positivi ma soprattutto che, per vincere, non è necessario rispondere con cattiveria alle cattiverie. La scelta del finale positivo, inoltre,  insegna ai bambini ad essere fiduciosi.

È meglio utilizzare favole di autori o inventare favole per i nostri bambini?

La favola può essere anche inventata ed adattata alle necessità del momento e all’obiettivo che si vuole raggiungere; l’invenzione di storie è efficace in quanto si basa sul   presupposto che il nostro modo di pensare ha una primaria influenza sul nostro modo di sentire e di comportarci. Cambiare pensiero, vedere le cose diversamente si rivela utile, infatti, per evitare, mitigare o cambiare emozioni negative come la rabbia, la colpa, l’ansia, la depressione, la vergogna o altro.

Non si rischia di creare attraverso le favole una realtà sfalsata?

Le favole, così come l’uso della fantasia in genere, possono contrapporsi alla realtà proponendo immagini mentali positive in alternativa ad un contesto reale che il bambino non capisce ma che può destabilizzare in modo serio il suo sviluppo emotivo.

Il film “La vita è bella” di Benigni rappresenta un perfetto, e purtroppo ancora attuale, esempio.

Dottoressa Maria Cati Furnari, Psicologa e Psicoterapeuta

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