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Insegnare ai bambini la gentilezza, come fare?

Insegnare ai bambini la gentilezza, come fare?

Insegnare ai bambini la gentilezza, come fare?

INSEGNARE AI BAMBINI LA GENTILEZZA, COME FARE?

Si può insegnare la gentilezza ai bambini? Si può aiutarli a vivere in un mondo migliore partendo da sé stessi? Come possiamo noi genitori trasmettere questi insegnamenti anche a bambini molto piccoli?

Da dove possiamo partire per crescere bambini gentili?

Il buon esempio quotidiano del genitore è il punto di partenza fondamentale: dalle parole che usiamo, ai nostri comportamenti, all’attenzione che poniamo nelle relazioni, il clima che si respira tra le mura di casa condiziona il bambino e lo abitua ad un certo stato, ad un’energia precisa.

È possibile per i genitori allenare la gentilezza nei bambini? Da dove iniziare?

È possibile lavorare sull’empatia attraverso giochi, storie ed esperienze che permettano ai bambini di cogliere valori quali la cura per l’altro, il rispetto e la considerazione. Si tratta di piccoli gesti, come porgere un sorriso quando ci si incontra, salutare e ricordare il nome delle persone, ad esempio. Si tratta di gesti apparentemente semplici, o di buona educazione, ma che restano impressi nel nostro cuore e in quello delle persone con cui ci relazioniamo.

Per citare Esopo “nessun atto di gentilezza, anche se piccolo, è mai sprecato” ed ogni gesto o parola gentile viene assorbito dal bambino e resta al suo interno come una trama, una sfumatura preziosa che andrà ad esprimersi nelle sue relazioni presenti e future

Al di là del dare il buon esempio ci sono metodi pratici per insegnare la gentilezza?

È possibile abituare i bambini alla gentilezza e addirittura insegnare loro la gentilezza attraverso il gioco.

Proponiamo in questo contenuto tre attività molto semplici da realizzare e che ci possono aiutare a diventare ogni giorno più gentili.

IL GIOCO DEL DUE

Questo gioco si adatta molto bene alle famiglie con più bambini, ma può essere praticato anche con gli amichetti, in vacanza, o con i cugini. Il “gioco del due” prevede che ogni volta che il bambino farà una richiesta (un piccolo gioco o un dolcetto) il genitore glie ne darà due: uno per lui e uno per il fratellino, l’amico o il cugino presente. In questo modo verrà naturale e spontaneo per il piccolo condividere con gli altri ciò che gli viene donato.

LO SCAMBIO DEI GIOCHI

Lo scambio dei giochi può essere utilizzato per tramettere al bambino in modo semplice il concetto di condivisione. Quando due bambini si contendono il medesimo giocattolo (eh sì, questo capita molto di frequente!) si propone a chi dei due vorrebbe accaparrarsi il gioco dell’amico, o del fratellino, un’alternativa: si tratta, cioè di invitarlo a barattare il suo gioco con qualcosa di interessante che egli gli offrirà in cambio.

In questo modo il bambino potrà vedere l’opportunità di uno scambio creativo anziché tentare di strappare il gioco all’amico, verrà invitato a cercare una soluzione creativa e si abituerà ad attendere il proprio turno.

IL RUBABANDIERA DELLA GENTILEZZA

Questa è una rivisitazione gentile dell’amatissimo gioco tradizionale. I bambini si dispongono in due file uno di fronte all’altro e ciascuno di loro, invece dei numeri, sceglie una parola gentile. L’adulto che tiene in mano “la bandiera” chiamerà i componenti delle squadre, gridando la parola gentile tra quelle selezionate. I due bambini si avvicineranno per cercare di prenderlo. Chi lo prende per primo deve riuscire a correre al suo posto senza farsi toccare dal suo avversario.

Insegnare ai bambini la gentilezza

In che modo le favole possono aiutare a trasmettere il valore della gentilezza?

Le favole classiche offrono al genitore la possibilità di comunicare ai bambini valori e insegnamenti con un linguaggio a loro conosciuto, senza metafore o concetti mentali.

All’interno di favole classiche come Alice nel paese delle meraviglie, Biancaneve o Cenerentola, viene infatti evidenziata in modo chiaro la differenza tra bene e male, il vero valore e la falsità, la gentilezza o la cattiveria e, soprattutto, si mostra la realtà umana nelle sue diverse sfumature.

Come afferma la dott.ssa Sally Goddard Blythe, autrice di “The Genius of Natural Childhood”

“Le favole aiutano i bambini a comprendere il giusto e sbagliato, non attraverso l’insegnamento diretto, ma attraverso l’implicazione. Aiutano a sviluppare la fantasia e la creatività e aiutano i bambini a capire i loro dilemmi emozionali in modo fantasioso, piuttosto che attraverso l’istruzione diretta…”

Se desideriamo affrontare con i nostri figli il tema della gentilezza e trasmettere loro questo valore possiamo scegliere di raccontare o far ascoltare loro la favola di Cenerentola, per esempio, un archetipo che rappresenta la gentilezza attraverso la sua empatia con gli animali, cresciuta al motto di “sii gentile e abbi coraggio”.

Come Cenerentola ci sono tanti altri protagonisti delle favole classiche in grado di trasmettere il valore della gentilezza e dell’attenzione verso l’altro ce ne sono tantissime tra cui scegliere!

Esiste forse un modo più immediato per far capire ai più piccoli il significato profondo di questa parola?

Contenuto offerto da FABA, il raccontastorie per bambini e bambine

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