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Enuresi notturna nei bambini. Quando preoccuparsi se il bambino fa pipì a letto?

Enuresi notturna nei bambini. Quando preoccuparsi se il bambino fa pipì a letto?

Enuresi notturna nei bambini. Quando preoccuparsi se il bambino fa pipì a letto?

Enuresi notturna nei bambini, un fenomeno frequente. Cause e rimedi di un fenomeno molto comune, ecco i consigli della pediatra.

L’enuresi notturna nel bambino è un fenomeno più frequente di quanto si possa immaginare. Anche il tuo bambino fa la pipì a letto? Scopri i consigli della pediatra in caso di episodi frequenti di enuresi notturna.

Se sei un genitore di un figlio in età pediatrica ti sarà capitato che il tuo bambino bagni il letto saltuariamente. Se il tuo bambino ha meno di 5 anni e talvolta fa la pipì a letto, presumibilmente questo fenomeno si risolverà da solo.

Si parla di enuresi notturna quando vi è emissione involontaria di pipì di notte durante il sonno oltre i 5 anni.

Quello che molti di noi non sanno è che le persone non ne parlano volentieri e ciò ci porta a pensare che questo capiti solo a noi: i genitori non ne parlano volentieri per non mettere in imbarazzo il bambino, in famiglia non se ne parla per evitare che i figli si sentano in colpa, per cui si pensa che non capiti di frequente, ma non è così. Capiamo meglio cosa è, quali sono le cause e come si risolve l’enuresi notturna con i consigli della dottoressa Lilia Altieri, pediatra e allergologa.

Quando si parla di enuresi notturna?

Per parlare di enuresi il bambino deve bagnare il letto per almeno tre volte alla settimana in un periodo di osservazione continuativo, che può andare dalle 2 settimane ai 3 mesi.

Esiste solo un tipo di enuresi notturna?

Si osservano principalmente due tipi di enuresi: primaria e secondaria.

Nell’enuresi primaria il bambino non ha mai acquisito il controllo degli sfinteri e quindi bagna il letto in modo sistematico. Questo è frequente quando ci sono precedenti in famiglia, e normalmente si risolve da sola nel tempo.

Nell’enuresi secondaria, invece, il bambino torna a bagnare il letto dopo aver raggiunto il controllo della vescica per un periodo di almeno sei mesi, in seguito ad un cambiamento delle abitudini, un evento particolare da un punto di vista emotivo come potrebbe essere un lutto, un cambiamento scolastico o l’arrivo di un fratellino.

Questa condizione può anche verificarsi con l’insorgere di alcune patologie o in seguito ad un’infezione delle vie urinarie.

Quali sono le cause dell’enuresi?

Tra le cause che provocano episodi frequenti o continuativi di “pipì a letto” nel bambino, le più comuni sono:

  • maturazione più lenta del controllo degli sfinteri da parte del sistema nervoso centrale
  • ridotte dimensioni della vescica (questo si può intuire se il bambino ha necessità frequente di fare pipì durante il giorno)
  • stitichezza

Tra le cause meno comuni di enuresi notturna, che il pediatra potrà verificare, possiamo annoverare:

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Come possiamo comportarci in caso di frequente pipì a letto nel bambino? Quali sono gli errori da evitare?

Non sgridare il bambino, non colpevolizzarlo, poiché il bambino non può controllare il fenomeno.

E’ necessario comprendere che il bambino non è cosciente di quanto avviene durante la notte, e colpevolizzarlo, sgridarlo o prenderlo in giro, oltre ad essere inutile, può comportare ulteriori problemi di insicurezza. 

Quando è consigliato un trattamento? Da quale età del bambino è consigliato rivolgersi al pediatra per l’enuresi notturna?

In caso di enuresi primaria non c’è fretta di ricorrere ad una terapia, se vissuta serenamente dal bambino e dalla famiglia.

Se per il bambino inizia ad essere un problema, se gli episodi continuativi si protraggono oltre i 7/8 anni di età o se per il bambino diventa un problema e non la condizione non viene vissuta serenamente, è consigliato rivolgersi al pediatra per valutare un trattamento.

I consigli della pediatra:

  • Non sgridare mai il bambino, è invece utile rassicurarlo sul fatto che prima o poi gli episodi di enuresi termineranno
  • Abituare il bambino a fare pipì prima di andare a letto.
  • Diminuire l’introito di liquidi verso sera, evitando bibite o cene a base liquide (zuppe, minestre)
  • In linea generale si consiglia di attuare comportamenti rafforzativi, quali premiarlo quando il bambino non bagna il letto.
  • Nella maggior parte dei casi gli episodi di enuresi si risolvono da sé con il tempo. In caso di persistere del fenomeno sarà il pediatra a valutare il tipo di terapia da seguire.

Dottoressa Lilia Altieri, pediatra e allergologa.

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