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Il sonno del bambino, riflessioni di una puericultrice

Il sonno del bambino, riflessioni di una puericultrice

Il sonno del bambino, riflessioni di una puericultrice

Chi non ha mai avuto a che fare con neonati o lattanti, non sa che il sonno del bambino ha caratteristiche e fisiologia differente, rispetto al sonno di un adulto.

Esistono però delle condizioni che rendono il sonno non più fisiologico. Condizioni definite come disturbi. I dati riportati nel 74 ° Congresso della Società italiana di Pediatria, fanno chiarezza e posizionano i comuni disturbi del sonno al 20-30%, le parasonnie al  25%, i disturbi del ritmo circadiani (una sorta di orologio biologico, il cui periodo è di 24 ore) al 7%, i disturbi respiratori del sonno al 2-3%.

Ma quanto dovrebbe dormire un bambino?

Bisogna innanzitutto fare una distinzione a seconda dell’età.

In fase neonatale un bimbo può dormire fino a 16/20 ore nell’arco delle 24 ore. Dopo il primo mese di vita le ore si aggireranno intorno alle 16/18. Con il passare dei mesi, intorno al terzo quarto mese di vita può dormire circa 10/14 ore. Mentre dal sesto mese, il quantitativo giornaliero si aggira attorno alle 11/12 ore, suddivisi in sonno notturno e pisolini diurni.

Fattori che influenzano il sonno

Ci sono alcuni fattori che influiscono sulla buona qualità del sonno.

Nei paesi industrializzati circa il 25% dei bambini al di sotto dei 5 anni soffre di disturbi legati al sonno a causa di interferenze quali luci artificiali, utilizzo inopportuno di dispositivi elettronici.

Dagli studi emersi inoltre, pare esista una correlazione anche nell’ordine di nascita, con un importante incremento nei primogeniti e nei figli unici. Anche i fattori genetici hanno una componente significativa.

La componente depressiva materna influisce al 38%.

Questi studi inoltre hanno dimostrato come l’abitudine di condividere il lettone (cosleeping) sia uno degli elementi che porta i bimbi a svegliarsi maggiormente (oltre ad essere sconsigliato per quanto concerne la prevenzione della SIDS – la sindrome della morte in culla). Altro fattore che interferisce sulla qualità del sonno è l’alimentazione.

I dati riportati dal Congresso della Società italiana di pediatria indica al 52% i bambini allattati al seno contro il 20% dei bambini allattati artificialmente.

Naturalmente qui viene spontaneo aggiungere che i benefici dell’allattamento sono di gran lunga maggiori dei disagi che si possono avere con la perdita di sonno; basterà solo intervenire instaurando una buona routine per godere di entrambe le variabili.

Quali regole si possono seguire per ottenere un buon sonno?

Innanzitutto bisognerebbe cercare nei limiti del possibile di creare delle routine che siano sostenibili non solo per il bambino ma per tutta la famiglia. Bisognerebbe ritualizzare ogni momento delle giornata. I bambini, soprattutto se molto piccoli, hanno bisogno di una certa prevedibilità della quotidianità, perché infonde loro sicurezza. Ad esempio si potrebbe già iniziare dalle 8 settimane di vita con piccole attività che permettano al bimbo di sgambettare su superfici solide (tappetino montessoriano). Questo esercizio, oltre a permettere al bimbi di sperimentare e percepire il proprio corpo, convoglia tutta l’energia che si porterebbero poi in fase di addormentamento. Si tratta di un  esercizio in scarico.

Possono essere di grande auto i rumori bianchi: un suono di ampiezza costante in tutta la sua gamma di frequenze udibili, ovvero la somma di tutti i suoni, per questo motivo in analogia con il colore bianco, che è il colore somma di tutti gli altri, viene definito white sound. Rimandano un pò all’esperienza sonora vissuta durante la vita prenatale. Esistono anche delle app da scaricare (naturalmente da proporre in modalità aereo).

Per i neonati e lattanti fino al 4° mese indispensabile è la fasciatura.

In questo periodo i riflessi neonati sono ancora presenti e possono interferire con il sonno: ad esempio il riflesso di Moro scaturito da un rumore improvviso o dal singhiozzo stesso del piccolo, tende a spaventare molto i bimbi durante il sonno. Per eseguire la fasciatura si possono usare delle mussole di cotone, oppure in commercio oggi esistono delle tutine elasticizzate con la cerniera, molto semplice da indossare, che ricreano la postura che avevano nella pancia della mamma.

Inoltre serve pazienza, tanta pazienza e tanta serenità.

Perché oggi in questa società che corre e va di fretta, sentiamo tutti direttamente ed indirettamente il bisogno di normalizzare le cose, tralasciando il fatto che spesso ciò che appare come un disturbo o un disagio, rappresenta proprio la normalità.

Silvana Parisi – Puericultrice

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