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Influenza stagionale nei bambini: sintomi, cure, prevenzione

Influenza stagionale nei bambini: sintomi, cure, prevenzione

Influenza stagionale nei bambini: sintomi, cure, prevenzione

Influenza stagionale nei bambini: come prevenire e curare tosse, raffreddore e febbre. Ne parliamo con la dott.ssa Maria Luisa Roberti, pediatra.

Con l’inizio della scuola iniziano a comparire quelli che di solito chiamiamo malanni di stagione o influenza stagionale nei bambini, ovvero tosse, raffreddore e febbre, che causano nel genitore sempre molta preoccupazione.

Non facciamo una tragedia al primo raffreddore, è assai improbabile che un primo raffreddore nasconda una grave patologia broncopolmonare! Siamo all’ l’inizio della scuola, che proprio per l’ambiente promiscuo favorisce l’insorgere dei sintomi dell’influenza stagionale nei bambini, quali: 

  • prurito e secrezioni nasali;
  • raffreddore
  • starnuti;
  • naso che cola; 
  • tosse e mal di gola;
  • malessere generale;
  • mal di testa
  • febbre 

Quali sono i sintomi più comuni dell’influenza stagionale dei bambini?

Sono questi i sintomi più frequenti che colpiscono i bambini durante l’inverno: tosse, raffreddore, mal di gola, mal di testa, malessere generale, febbre.

Per la maggior parte, queste malattie sono di origine virale, complice anche l’abbassamento delle temperature che raffredda anche la cavità nasale riducendo lo scudo di protezione che è formato da un apparato ciliare.

Dobbiamo immaginare l’apparato ciliare come piccole spazzole: venendo meno questa protezione, i virus entrano più facilmente nelle vie respiratorie.

Il contagio avviene proprio per via aerea, con la tosse e gli starnuti: tramite il muco e la saliva si trasportano anche i virus.

Come prevenire tosse, raffreddore e febbre, sintomi di influenza stagionale nei bambini?

Una importante regola di prevenzione è areare sempre gli ambienti dove convivono i bambini anche a costo di abbassare la temperatura degli ambienti. Certamente questi malanni di stagione si risolvono in pochi giorni, se dovesse comparire febbre persistente e il malessere durare di più, il consiglio primario è di consultare il pediatra, altrimenti latte caldo, coccole, copertina e riposo sono la terapia sufficiente.

LA FEBBRE

Dobbiamo tener presente che la febbre non è una malattia, ma un sintomo che ci informa che l’organismo sta combattendo contro un’aggressione.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità individua una temperatura centrale normale quella compresa fra 36,5 e 37,5°C.

Si parla di febbre quando la misura della temperatura corporea interna del bambino supera i 37,5°. 

Quali consigli per la febbre?

Se ad avere la febbre è un neonato (primi 6 mesi di vita), si consiglia di interpellare sempre il pediatra

Per i bambini più grandi si consiglia di tenere il bambino tranquillo tra i muri di casa, a riposo (non per forza a letto!), in un ambiente confortevole, tenendo d’occhio la temperatura di casa che non deve essere troppo calda.

Anche l’abbigliamento non deve essere troppo pesante, ed è meglio scegliere indumenti che permettano di disperdere il calore corporeo in eccesso.

Se l’aumento della temperatura corporea si accompagna a segnali di disagio, dolori o evidente malessere del bambino, si consiglia di somministrare un antipiretico ogni 4-6 ore  secondo le indicazioni del pediatra.

Non somministrare mai acido acetilsalicilico (ASA)

Si consiglia di tenere il bambino ben idratato, offrendo spesso acqua, latte, succhi di frutta, minestre, e di non forzarlo a mangiare se non se la sente, prediligendo cibi leggeri e facilmente digeribili.

Quando è consigliato chiamare il pediatra per i sintomi dell’influenza stagionale?

Prima di chiamare il medico è necessario valutare lo stato generale del bambino oltre la temperatura. Se la febbre persiste per più di 24 ore e il bambino presenta altri disturbi serve consultare il pediatra.

Se un bambino di età inferiore ai sei mesi ha la febbre è indispensabile chiamare il dottore.

Come consiglia di trattare il raffreddore?

L’uso e talvolta l’abuso di lavaggi nasali e/o di aerosol può non essere indispensabile.

Nei bambini molto piccoli che non sono in grado di soffiare il naso può essere utile il lavaggio delle narici per liberare le vie aeree dalle secrezioni; soltanto in caso di adenoiditi più o meno croniche dopo aver parlato con il pediatra, potrà essere necessario usare l’aerosol.

Gastroenteriti

Altre patologie non frequenti, ma possibili alla riapertura delle scuole e talvolta classificabili come sintomi dell’influenza stagionale nei bambini, sono alcune forme di gastroenteriti, anche queste virali, di solito non necessitano di terapia se non è presente il vomito, perché è sufficiente far bere più spesso il bambino e usare fermenti lattici.

Prevenzione dei sintomi dell’influenza stagionale nei bambini.

L’aspetto su cui si può agire molto è la prevenzione. 

Anche se è ricominciata la scuola cerchiamo di tenere i bambini all’aria aperta il pomeriggio, prima di iniziare la routine delle attività postscolastiche facciamoli giocare fuori nei giardini o nei parchi. Altra accortezza è insegnare ai bambini a lavarsi spesso con cura le mani, usando il sapone, poi insegnare a più grandi a soffiarsi bene il naso, con fazzoletti monouso da gettare con attenzione in recipienti appositi. Questa abitudine a scuola può rilevarsi molto utile per evitare il contagio.

Prima cominciare con il passa parola di gocce e pasticche nella prevenzione, non posso dimenticare l’uso primario che deve avere l’alimentazione: una corretta alimentazione può quasi sempre sostituire l’uso dei cosiddetti integratori. I bambini devono essere abituati ad alimentarsi con prodotti freschi perché questi contengono più vitamine e principi nutritivi dei prodotti commerciali che sono processati per mantenere il loro stato, oltre all’eventuale aggiunta di zuccheri.

Un’alimentazione varia e completa aiuta a prevenire il contagio dei malanni stagionali nei bambini

Un modo per rendere il corpo più forte e resistente all’attacco dei virus influenzali stagionali è assumere un’alimentazione varia e completa.

Nella tabella è possibile vedere come le vitamine e i nutrienti si possono trovare negli alimenti che noi mangiamo:

Vitamina C contenuta in agrumi, kiwi, lattuga, spinaci, cavoli etc…
Miele
Vitamina E contenuta in olio extravergine di oliva, mandorle, nocciole, etc…
Zinco contenuto in pesce, carne tossa e cereali
Beta- glucani contenuti nella crusca, nell’avena, nei funghi
Vitamina B6 contenuta in legumi e fretta a guscio
Vitamina B2 contenuta in lievito, latte e uova
Vitamina B12 contenuta in carne, latte e uova
Vitamina B9 contenuta in verdura a foglie verdi, cereali integrali
Vitamina D contenuta in pesci grassi, uova

Per la Vitamina D bisogna considerare che la sua produzione è stimolata soprattutto dall’esposizione al sole per cui in bambini e adolescenti si consiglia l’integrazione nel periodo autunno/inverno.

Ci sarà sicuramente qualche caso in cui è necessario aggiungere davvero qualche integrazione per proteggere i bambini più fragili, ma lasciamo che sia il pediatra a proporcelo.

UN CONSIGLIO DI BUONA SALUTE

Ricordiamo che l’attività fisica all’aperto, se possibile al sole, non deve mail mancare ai nostri bambini, evitando l’ansia del “copriti che fa freddo, non correre che sudi, poi ti viene la tosse”, perché anche lo stress fa ammalare di più, parola di pediatra

Dott.ssa Maria Luisa Roberti, Specialista in Pediatria e Omotossicologia

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